CENTRI COMMERCIALI: I NEGOZI ABBASSANO PER PROTESTA LE SARACINESCHE

SERRANDE ABBASSATE NEI NEGOZI DEI CENTRI COMMERCIALI PER PROTESTARE CONTRO LE CHIUSURE NEI WEEKEND.
BERTIN (CONFCOMMERCIO VENETO E PADOVA): “E’ ORA DI TORNARE ALLA NORMALITA'”
CAPITANIO (FEDERMODA ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “UNA BATTAGLIA DEGLI IMPRENDITORI E DEI LAVORATORI”

Al Centro Giotto di Padova, dove è intervenuto il presidente di Federmoda Ascom Confcommercio Padova, Riccardo Capitanio, l’adesione all’iniziativa di abbassare le serrande dei negozi in segno di protesta contro la prolungata chiusura nei weekend, è stata praticamente totale.
“A dimostrazione – ha detto Capitanio – che la sofferenza è tanta e l’attesa di un “via libera” generale non può protrarsi oltre”.
D’altra parte i numeri parlano chiaro: solo in Veneto i centri commerciali sono circa 40 con qualcosa come circa 2000 negozi che, in questi lunghi mesi di pandemia, hanno dovuto rinunciare alle giornate migliori in termine di vendite e fatturati.
“Ma sarebbe un errore – ha continuato Capitanio – credere che sia una battaglia solo degli imprenditori. Le commesse che stazionavano davanti alla serrande abbassate sono state la testimonianza più “vera” di una preoccupazione per il mantenimento di un posto di lavoro che se per loro è in bilico, non esiste già più per le migliaia di lavoratori a chiamata che si esplicava proprio nei weekend”.
“La speranza – ha concluso Capitanio – è quella di poter avere risposte certe e tempestive da parte delle istituzioni per rimettere in moto un comparto tra i più danneggiati dalla crisi, che continua ad operare solo parzialmente e senza una chiara prospettiva di ripresa”.
Anche il presidente di Confcommercio Veneto e Padova Patrizio Bertin ha espresso vicinanza e solidarietà ai titolari e gestori dei negozi presenti nei centri commerciali che hanno abbassato le serrande per protesta.
“Ora ci sono le condizioni per cominciare a tornare verso la normalità – ha dichiarato Bertin – da un anno le attività presenti nei centri, parchi e gallerie commerciali devono fare i conti con l’obbligo di chiusura nei fine settimana, che sono i giorni più importanti per i ricavi e i fatturati. Noi non siamo persone sprovvedute e abbiamo sempre osservato con responsabilità le disposizioni anti contagio. Adesso la situazione pandemica è migliorata e ci sono le condizioni affinché questi negozi possano riprendere effettivamente a lavorare a pieno regime. I protocolli di sicurezza adottati al loro interno sono sempre stati rigidi e garantiscono la clientela, così come il personale. Perciò, con tutte le precauzioni del caso, si revochino le misure restrittive compiendo un altro importante passo verso il ritorno alla normalità”.

PADOVA 11 MAGGIO 2021

(Ascom Padova)

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