Federalimentare: “L’Italia è sotto attacco dal Nutriscore agli insetti, ma vincerà”


La denuncia del presidente dell’industria alimentare italiana Ivano Vacondio all’Adnkronos
Roma, 10 mag “L’Italia e la Dieta Mediterranea vengono attaccate in maniera inappropriata ma combatteremo, ci difenderemo e vinceremo perché il governo e il Parlamento sono tutti dalla stessa parte, non sono divisi”. Così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, commenta con l’Adnkronos le recenti iniziative in ambito europeo e non solo, che sembrano remare contro il Food & Beverage italiano, soprattutto di qualità. A cominciare dalla proposta di produrre vino analcolico o quasi al ‘latte’ vegetale derivato dai piselli per continuare all’offensiva sferrata con il Nutriscore: “un sistema di etichettatura dove bisogna capire cosa c’è di scientifico dietro una lettera e a un algoritmo. Mi sembra che applicare un algoritmo al food sia un’offesa al buon senso. E noi che siamo tra i Paesi più longevi al mondo veniamo attaccati sull nostra dieta che è un vanto…”. Vacondio è un fiume in piena ma in fondo è ottimista.
Secondo il numero uno degli alimentaristi di Confindustria “ci giochiamo una partita importante nell’ambito dell’Agenda 2030 dell’Onu e quest’anno ai vertici che si svolgeranno in Italia durante la Presidenza italiana del G20 si cercherà di dare indirizzi in tema di alimentazione e sostenibilità”. Ma non solo, in occasione anche del B20, dove Confindustria insieme alla Fao organizzerà un tavolo di lavoro,ed iall’evento clou del Food Systems summit di settembre.
Quanto al recente via libera europeo al consumo di insetti quali le tarme della farina Vacondio osserva: “orientare all’utilizzo di proteine nobili degli insetti, dei grilli, può darsi che funzioni in certi Paesi ma non in Italia, mi fa sorridere, la trovo una provocazione. Noi le nostre proteine nobili le abbiamo e sono il latte e la carne, basta non abusarne”.
E ancora Vacondio è contrario a scelte che provengano dall’alto senza tener conto della realtà italiana. “Rifiuto di pensare che le Nazioni Unite possano orientare certe diete per rendere il mondo più sostenibile – aggiunge – certo è che anche l’industria alimentare deve fare la sua parte: bisogna ridurre i sali, gli zuccheri, i grassi e ridiscutere anche il packaging con confezioni mono dosi anti spreco ma ci vuole rispetto per chi contribuisce a tenere in piedi il Paese come l’industria alimentare ha dimostrato durante la pandemia”.
“Noi abbiamo fatto tanto e siamo disponibili a fare ancora molta strada in tema di sostenibilità, ci giochiamo una partita importante sull’Agenda 2030 – spiega Vacondio – abbiamo riformulato 4.000 prodotti, i loro imballaggi per assecondare la volontà del consumatore ma non si può stravolgere il concetto che un prodotto fa male, le diete sbagliate fanno male, il problema è nelle quantità. La logica deve essere giuste quantità e stili di vita corretti”.
“Io credo – conclude – che dovremo difendere il nostro cibo perché a me dà fastidio che venga demonizzato da altri. Se i norvegesi vogliamo mangiare il salmone lo facessero ma non devono attaccare la Dieta Mediterranea, fermo restando che “dobbiamo fare in modo che tutto sia più sostenibile, in un processo lento”. Attacchi, che secondo il presidente di Federalimentare, “provengono da Paesi che hanno scoperto che dietro al cibo si possono fare grandi business”.

(Adnkronos)

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