DATI UNIONCAMERE FINE 2020: IMPRESE DI GIOVANI E DONNE IN DIFFICOLTA’

DAI DATI UFFICIALI DI UNIONCAMERE VENETO DI FINE 2020 EMERGONO LE DIFFICOLTA’ DELLE IMPRESE, SOPRATTUTTO DI QUELLE GIOVANILI E LE PREOCCUPAZIONI PER L’OCCUPAZIONE.
BERTIN (ASCOM CONFCOMMERCIO): “RIAPERTURE NEL COMMERCIO E NEL TURISMO PER SOSTENERE L’OCCUPAZIONE”

Arrivano i dati di Unioncamere Veneto sulle imprese e sull’occupazione padovane a fine 2020 e, purtroppo, non fanno altro che confermare le difficoltà di un anno vissuto (si fa per dire) con la pandemia a farla da padrone. Con riflessi particolarmente negativi sulle imprese gestite dai giovani e dalle donne.

Infatti, se in numeri relativi alle unità locali attive si fissa a 106.646 con una diminuzione, rispetto alla fine del 2019, dello 0,3%, il raffronto con l’anno precedente delle imprese giovanili e di quelle femminili è decisamente più significativo.

Scendono infatti del 2,5% le imprese dei giovani (ora a quota 6.077 contro le 6.232 del 2019) e quelle delle donne che da 17.812 diventano 17.660 con una riduzione dello 0,9%.
“Sono dati che accentuano la preoccupazione – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – perché denunciano come la crisi abbia condizionato pesantemente la pur presente voglia di impresa che caratterizza la generazione giovane di quest’area del Paese”.
In controtendenza le imprese gestite da stranieri che vedono passare il loro stock da 8.463 a 8.649 con un aumento del 2,2% e le start-up che migliorano del 21,4% (ma si tratta di numeri piccoli) passando da 248 a 301.

Più critica la situazione delle assunzioni che si riducono da 118.960 a 96.350 con un calo netto del 19%. Scendono, logicamente, anche le cessazioni dei rapporti di lavoro (94.690 rispetto alle 112.535 di un anno prima) ma qui ciò che conta sono i saldi.
Infatti, dopo anni in cui i saldi erano sempre sostanziosamente positivi (6.425 nel 2019; 8.000 nel 2018; 8.095 nel 2017; 7.885 nel 2016 e addirittura 9.430 nel 2015) il fatto che il saldo del 2020 sia un risicato 1.660 conferma le difficoltà del momento.

“Purtroppo – conclude il presidente Bertini primi mesi del 2021, stante le chiusure che, soprattutto nel comparto del terziario, hanno rappresentato una forte componente negativa, unite al blocco dei licenziamenti che prima o poi sarà archiviato, non potranno registrare dati in miglioramento. Per questo è importante che, forti di una campagna vaccinale ormai ben avviata, si proceda speditamente verso una riapertura generalizzata con un occhio di riguardo al commercio e, soprattutto, al turismo che, per le loro caratteristiche, sono i settori che più di altri possono farci recuperare il gap occupazionale”.

PADOVA 4 MAGGIO 2021

(Ascom Padova)

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