Agroalimentare, Scordamaglia: “Nel 2021 brusco stop export -9%, preoccupa -34% vino in Usa”


Il numero uno di Filiera Italia segnala: “lieve calo vendite e problema speculazioni”
Roma, 29 apr. “Nei primi mesi del 2021, ciò che colpisce di più in avvio di anno è il rallentamento dell’export agroalimentare con un -9% in generale tra gennaio e febbraio e cali ancora più forti nei primi mercati di destinazione: – 11 % in Francia, -26% in Gran Bretagna e – 17% negli Stati Uniti, un calo questo che preoccupa molto anche perché il vino, il settore che traina più di tutti le nostre esportazioni ha segnato -34%”. E’ quanto osserva Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, intervistato dall’Adnkronos sulle dinamiche del comparto agroalimentare italiano.
“La brusca frenata è dovuta sicuramente al perdurare della chiusura dell’horeca che, a gennaio e febbraio dell’anno scorso ancora non esisteva, – spiega Scordamaglia – ma lo scenario può essere guardato con un certo ottimismo in quanto il rallentamento degli scambi legato alla rarefazione dei containers ed all’esplosione del loro costo di nolo si andrà a regolarizzare”.
Inoltre Scordamaglia indica il calo delle vendite del -2%, all’inizio del 2021, ma come questo calo vada visto “rispetto a febbraio dell’anno scorso quando era esploso ‘l’effetto scorta’ e sull’onda dei primi timori per il covid c’era stato un boom di consumi alimentari; in realtà oggi le vendite sono stabili”. Piuttosto c’è un problema di prezzi. Infatti, “per la prima volta calano le vendite anche nei discount per una riduzione del potere di acquisto, questa condizione è legata al perdurare delle chiusure del ‘fuori casa’ (horeca) visto che rappresenta un terzo dei consumi alimentari (80 mld sui 240 complessivi) mentre le vendite si sono concentrate nella Gdo e questo ha portato ad un aumento delle vendite sottocosto”. “Ed è proprio per questo motivo – sottolinea – che chiediamo di riaprire davvero i bar e ristoranti e non facendo finta, – rimarca – come è stato fatto da lunedì scorso con la possibilità solo all’esterno dei locali, dove non passa neanche il 15% del fatturato della ristorazione”.

(Adnkronos)

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