Comunicato stampa: il sindaco Giordani illustra le opportunità per il futuro dell’area militare dell’aeroporto Allegri

Il prossimo 31 dicembre l’Aeronautica militare completerà il percorso di dismissione dell’ aeroporto Allegri, in via Sorio, avviato nel 2018, con il trasferimento ad altra sede del rimanente personale civile ancora in attività. Naturalmente l’attività dell’aeroporto civile rimane invariata: l’Allegri è infatti un importante aeroporto per i voli sanitari e di emergenza per i malati gravi e per i trapianti d’organo ed è la base del servizio di elisoccorso 118 del Suem di Padova. Inoltre ospita le attività di volo dell’ Aeroclub di Padova.

Tuttavia, con la dismissione definitiva delle attività dell’Aeronautica militare, che qui aveva di stanza il 2° Reparto manutenzione missili, nell’enorme area demaniale, circa 42.000 mq, si rendono disponibili spazi ed edifici per il futuro dei quali l’Amministrazione, pur non essendo proprietaria dell’area sta valutando alcune opportunità perché non si trasformi in una gigantesca zona degradata con inevitabili problemi per i rioni di San Giuseppe, Sacra Famiglia, Brusegana e Basso Isonzo.

Un’attività che è stata avviata già da alcuni mesi e promossa dalla Prefettura alla quale prendono parte Enti e Istituzioni interessate a diverso titolo al riutilizzo degli hangar e degli immobili già presenti all’interno del sedime aeroportuale, fra cui rappresentanti del Ministero della difesa, dell’Enac, dell’Agenzia del demanio, della Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco e appunto il sindaco di Padova Sergio Giordani che spiega così il possibile “risiko” che potrebbe salvaguardare e valorizzare l’area: “Partiamo da un punto che per me è assolutamente prioritario: non è neppure pensabile che dall’inizio del prossimo anno l’area militare dell’aeroporto sia abbandonata al degrado. Sarebbe un problema per i quartieri limitrofi e per tutta la città, oltre che uno spreco inammissibile di risorse pubbliche, visto che parliamo di edifici e strutture perfettamente agibili e che con pochi interventi di adeguamento possono essere utilizzate per altri scopi. E voglio anche chiarire subito che le attività civili dell’aeroporto, a partire dal Suem non sono coinvolte dal percorso di dismissione dell’ Aeronautica e proseguiranno normalmente la loro attività.
Detto questo ci sono delle idee concrete che nelle prossime settimane, tutti assieme, vedremo di trasformare in realtà. Ovviamente non sarà semplice ma i presupposti sono buoni. Non è ancora il momento di scendere nei dettagli, ma posso dare un’anticipazione del quadro complessivo.
Partiamo dai Vigili del Fuoco che hanno individuato una parte del area come possibile sede del nord Italia della prevista Scuola di formazione professionale per allievi Vigili del Fuoco. Scuola che dovrebbe avere tre poli, uno al nord, uno al centro e uno al sud Italia L’area dispone sia di alcuni hangar da allestire per la formazione degli allievi, che di alloggi da destinare alla parte residenziale della scuola. Su questo progetto ho già espresso il mio appoggio con una lettera al ministro per i rapporti con il Parlamento Federico d’Incà. Ma non è tutto. Anche l’Enac vorrebbe disporre di uno spazio nell’ area che potrebbe essere destinato ad una scuola di pilotaggio per droni in collaborazione proprio con i Vigili del Fuoco. La Prefettura ha individuato in alcuni capannoni in disuso, in un’area dell’Aeronautica al di là di via Sorio di fronte all’ingresso dell’Aeroporto, una possibile sede dove trasferire parte del proprio immenso archivio.
Anche la Guardia di Finanza è interessata al possibile trasferimento delle due proprie attuali sedi, nelle quali è in affitto, all’interno dell’aerea militare dell’aeroporto. Stesso interesse c’è da parte della Dia i cui uffici, oggi vicino alla Stazione, sono anch’essi in affitto. In questo caso i vantaggi sono doppi: il risparmio degli affitti e la disponibilità di spazi molto più grandi di quelli dove Finanza e Dia sono ora. E’ chiaro che trasferimenti di questa portata sono complessi e necessitano di autorizzazioni a livello centrale. Non dobbiamo dimenticare inoltre l’opportunità che abbiamo di finanziare l’operazione attraverso il Recovery Plan. Per questo ho già interessato a questi progetti il ministro degli interni Luciana Lamorgese, il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, come ho detto prima il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico d’Incà, l’onorevole Alessandro Zan, il prefetto Laura Lega da pochi mesi capo dipartimento Vigili del Fuoco al Ministero degli interni, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco Fabio Dattilo e l’ex viceministro agli interni Matteo Mauri che nel suo incarico aveva già seguito questi progetti. Dattilo e Mauri inoltre, conoscono molto bene la nostra città: il primo è stato direttore dei Vigili del Fuoco sia a livello interregionale che nella nostra città, dove ha vissuto a lungo, il secondo, ha seguito da vicino la permuta dell’ area di via Anelli dove sorgerà la Nuova Questura.
Naturalmente, tutto in stretta collaborazione con il prefetto Renato Franceschelli che guarda con grande interesse a questa opportunità. Seguirò da vicino e in prima persona questa partita che è fondamentale per la zona ovest della nostra città, nella quale con questo progetto vogliamo portare anche funzioni e servizi importanti per la nostra comunità, che avranno un riflesso positivo sulla vitalità dei quartieri limitrofi e daranno uno stimolo alle attività economiche grazie ai tanti lavoratori coinvolti
“.

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)

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