SÌ, ALLO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI. NO, AI GRANDI IMPIANTI DI INVESTITORI CHE CONSUMANO SUOLO AGRICOLO

SÌ, ALLO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI. NO, AI GRANDI IMPIANTI DI INVESTITORI CHE CONSUMANO SUOLO AGRICOLO

“Rimaniamo sulla nostra posizione: il suolo agricolo non si tocca! Così si esprime in una nota Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo e vicepresidente della federazione veneta, l’indomani della conferenza dei servizi della Regione Veneto che potrebbe dare l’ok alla realizzazione di un parco agrifoltovoltaico di dimensioni immense.

“Ormai – commenta Salvan – non stupisce che ci sia una parte della rappresentanza agricola che piuttosto che stare dalla parte degli agricoltori si schiera a favore di chi, per interessi diversi da quelli agricoli, coprirà oltre 50 ettari, ma a breve ne arriveranno altri 200, di terreno coltivato per farci fotovoltaico a terra, fintamente spacciato come agrifotovoltaico”.

“Siam orfani di troppa terra agricola concessa in modo sbagliato e poi sciupata, deprivata della sua natura e abbandonata” racconta Salvan, spiegando che per Coldiretti non è una presa di posizione contro un impianto di energia rinnovabile, ma che questa può essere installata su molte altre superfici, dai tetti alle aree dismesse. “Ritornando a Loreo – prosegue Salvan -, è vero che una parte dei terreni coinvolti non sono a destinazione agricola (sebbene tuttora coltivati), ma sorge una domanda: perché la Regione non ha mantenuto la prescrizione iniziale che imponeva la realizzazione dell’impianto solo sulle aree non agricole?

E il presidente dei coltivatori diretti conclude così: “Si difende la rendita che deriva da laute cifre offerte per accaparrarsi i terreni in affitto o in diritto di superficie per fare questi parchi, piuttosto che i giovani che vogliono investire da protagonisti nella attività agricola. Ma tanto é che sono gli stessi che denigravano i primi agricoltori che facevano la più grande rivoluzione accaduta negli ultimi vent’anni, ovvero la vendita diretta da parte dei contadini! Sono gli stessi che hanno in mente lo sviluppo dell’agricoltura italiana passando dagli ogm, che oggi nessuno vuole più e che avrebbero distrutto la nostra biodiversità e distintività. La storia però è onesta e li ha smentiti in tutto”.

(Coldiretti Padova)

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