PIC NIC PROVOCATORIO OGGI A LOREO. DOPO IL TAM TAM DEI GIOVANI COLDIRETTI MONTA LA PROTESTA SUL MEGA IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA. #ZAIABATTIINCOLPO

PIC NIC PROVOCATORIO OGGI A LOREO. DOPO IL TAM TAM DEI GIOVANI COLDIRETTI MONTA LA PROTESTA SUL MEGA IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA. #ZAIABATTIINCOLPO

PIC NIC PROVOCATORIO OGGI A LOREO

LA PROTESTA SUL POSTO DEL MEGA IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA DOPO IL TAM TAM SUI SOCIAL DEI GIOVANI DI COLDIRETTI  

#ZAIABATTIUNCOLPO

5 aprile 2021 – il tam-tam sui social lanciato da Federica Vidali delegata dei Giovani di Coldiretti Rovigo ha avuto i suoi effetti. L’invito rivolto a tutti i cittadini di venire a Loreo per l’ultimo selfie in campagna o al provocatorio “pic nic a lutto” ha smosso le coscienze e oggi, nei pressi del sito dove è in programma l’installazione a terra di pannelli solari  distribuiti su 50 ettari, rispettando le ordinanze della zona rossa, i primi sostenitori si sono mobilitati  per testimoniare la condivisione di una battaglia per la tutela del territorio. Sul posto il Presidente di Coldiretti Rovigo Carlo Salvan che ha spiegato il problema della deriva che questa iniziativa alimenterà nel momento in cui ci sarà il via libera ai lavori. “Giacciono negli uffici regionali altri progetti che interessano tutto il territorio regionale che interessano altri 200 ettari oltre ai 671 già consumati per fare posto ai parchi solari su suolo agricolo – ha detto Carlo Salvan –  Sono sempre di più gli enti,  le società finanziarie non agricole con dietro soggetti anche stranieri che investono su questa fonte rinnovabile adducendo interessi green e camuffando le operazioni come promozione di una cultura agro energetica”. “Il rischio che dopo l’autorizzazione della Conferenza dei Servizi, in attesa dell’approvazione del progetto di legge 41 depositato in Consiglio del Veneto che individua le zone idonee agli impianti, questa superficie sia coltivata a moduli solari è altissimo – ha continuato Carlo Salvan  – un progetto che è un affronto a chi cerca e ha veramente bisogno dei campi fertili per coltivare o allevare. Questo progetto è uno schiaffo morale per tutti per chi ama la bellezza del polesine, per chi lavora sul territorio in maniera rispettosa della natura, per coloro che cercano nel green il giusto equilibrio psico fisico.

“Dal punto di vista politico – ha commentato Carlo Salvan – ci fa piacere  che si stia aprendo, dentro e fuori la maggioranza della Regione Veneto, qualche varco per rimettere in discussione l’autorizzazione dell’impianto.  Ci sono tutti gli elementi per farlo e chi dice che non ci sono spazi dovrebbe leggersi le 26 pagine di osservazioni, redatte con importanti professionisti, che abbiamo presentato agli uffici preposti e sulle quali nessuno ha risposto”.

“Se come dice l’Assessore Corazzari il parere della Commissione non si può discutere – ha concluso Carlo Salvan –  sfidiamo lui e l’intera amministrazione regionale: abbiate il coraggio di dire pubblicamente ai cittadini di Rovigo e del Veneto che la Regione non è d’accordo su questo progetto e sugli altri che arriveranno, ma che purtroppo non avete gli strumenti giuridici per impedirli (che invece ci sono abbondantemente). E poi, per favore, vi chiedo finalmente di chiamare le cose con il loro nome: questo è consumo di suolo e quello che succederà è una schifezza come ha avuto modo di dire anche il Governatore Luca Zaia. A lui chiediamo di battere un colpo, per coerenza”.

(Coldiretti Padova)

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