SCIOPERO IN AMAZON: MAGLIE TROPPO LARGHE PORTANO AI CONFINI DELLA LEGALITA’

SCIOPERO IN AMAZON.
BERTIN (ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA): “UNA LEGISLAZIONE A MAGLIE TROPPO LARGHE CONSENTE AD AMAZON (E AI BIG DATA) DI “SURFARE” SUL CRINALE DELLA LEGALITA’”

Archiviato lo sciopero in Amazon per carichi di lavoro che definire “pesanti” è fare dell’eufemismo, restano le critiche dell’Ascom Confcommercio di Padova al colosso di Seattle.

“Non che noi si sia contrari alla modernità e all’innovazione che anzi perseguiamo e somministriamo alle aziende nostre associate – commenta il presidente Patrizio Bertin – però ribadiamo un concetto che a noi sembra sacrosanto: le regole devono essere uguali per tutti. Invece, per Amazon, che sa muoversi benissimno tra norme a maglie troppo larghe, una certa “flessibilità” (chiamiamola così) di fondo sembra essere all’ordine del giorno”.

“Flessibilità” in materia di lavoro.
“Non credo sia sfuggito a nessuno – continua Bertin – come le cronache abbiano raccontato di dipendenti assunti in fase di avvio di nuovi insediamenti e poi puntualmente licenziati a regime raggiunto. Peraltro con numeri minimi, quasi mai oltre il migliaio di unità, a fronte di migliaia di lavoratrori espulsi dal mercato del lavoro per la chiusura di molti negozi”.

“Flessibilità” in materia di tassazione.
”E’ un fenomeno talmente noto – sottolinea il presidente – che è quasi diventato proverbiale parlare di “tassazione irlandese” per definire tasse bassissime, prossime allo zero e pagate quasi tutte fuori dei confini italiani. In questo caso Amazon, come altri big data, sono dei campioni di “surfing” sul crinale della legalità”.

“Flessibilità” in materia di ambiente.

“Una delle questioni sollevate ieri dagli scioperanti – analizza Bertin – era lo stato vessatorio nel quale si muovono i corrieri costretti a consegne che non permettono nemmeno uno stop per bisogno fisiologico, pena la penalizzazione. Ma oltre a questo (e già sarebbe tanto) c’è il fatto che sono migliaia i fungoncini e i camioncini che percorrono in lungo e in largo le nostre città e i nostri paesi e che quasi mai sono Euro 6, ibridi o elettrici. Risultato? Fumi nocivi alla salute che respiriamo in quantità industriale”.

“Flessibilità” in materia di consumo del suolo.

“Amazon, recentemente – annota il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – ha aperto in Polesine. Prima lo aveva fatto a Vigonza e adesso si appresta a farlo a Vicenza e, forse, a Treviso. Si tratta di strutture enormi che cementificano ulteriormente un territorio che di tutto avrebbe bisogno ad eccezione di nuovo cemento”.
Infine un appello che Bertin rivolge alle associazioni dei consumatori che ieri non hanno apprezzato lo sciopero di chi lavora in Amazon.
“A loro – conclude – dico solo una cosa: pochi posti (in ingresso) in Amazon corrispondono a molti posti (in uscita) nel comparto del commercio di vicinato. E la perdita di molti posti significa la perdita di molti stipendi. E senza stipendi addio consumi. Per cui: fossi nelle associazioni dei consumatori sarei più attento nel plaudere all’uovo oggi (prezzi bassi grazie a tassazione quasi nulla) che alla gallina domani (un sistema equlibrato di commercio dove, a parità di regole, il tradizionale e l’innovativo si confrontano).

PADOVA, 23 MARZO 2021   

 

 

(Ascom Padova)

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