Associazioni a Draghi e Giovannini, ‘governo istituisca il Bike manager nazionale’



Roma, 25 feb. Oltre trenta associazioni cicloambientaliste chiedono al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Enrico Giovannini, “l’istituzione del bike manager nazionale”. E’ quanto si legge in una nota, firmata da Greenpeace, Legambiente, Fiab, Salvaiciclisti, Fondazione Scarponi, Kyoto Club, Genitori Antismog, tre consulte cittadine e una costellazione di sigle impegnate nella promozione della mobilità a impatto zero.
Cinque le proposte al governo, ma la novità, sulla scorta di quanto già deciso in Gran Bretagna, è la richiesta di “individuare la nuova figura del ‘Bike Manager’ all’interno della struttura tecnica di missione, con l’obiettivo di sovrintendere all’attuazione della legge 2/2018 sulla ciclabilità e più in generale verificare l’attuazione degli obiettivi del Ministro in questo settore”.
La proposta era stata lanciata ieri nel corso del seminario MobilitArs a Milano, dal Ceo di Bikenomist Paolo Pinzuti, già autore del piano per le ciclabili “pop-up” inaugurato durante la pandemia, e immediatamente accolta dalle associazioni.
Le altre proposte chiedono di “istituire una Direzione per la mobilità ciclistica all’interno del Dipartimento trasporti; attribuire a un Sottosegretario con competenze e sensibilità adeguate le deleghe per la ciclabilità, mobilità attiva e micromobilità elettrica in combinazione con quelle relative al Codice della Strada e alla sicurezza stradale; confermare nella Segreteria tecnica del Ministro una persona dedicata alla ciclabilità e alla micromobilità elettrica con il compito di tenere il raccordo con le associazioni e tra queste e le varie direzioni del Mit; recuperare e completare il lavoro, ora sospeso, sul regolamento del Codice della Strada per la moderazione del traffico”.
“La forza della bicicletta è enorme e muoversi sulle due ruote è un valore che fa bene alle persone, alle città, all’economia e all’ambiente, tanto che la transizione ecologica non può essere disgiunta dallo sviluppo di una mobilità sostenibile, di cui la bici è protagonista”, si legge nel testo della lettera.
“Pur apprezzando le intenzioni positive manifestate dal Governo in tema di mobilità e ambiente, le associazioni – prosegue il testo – sottolineano all’unanimità l’urgenza di una nuova politica nazionale a favore della ciclabilità, in cui lo Stato si assuma in pieno il compito di guidare il cambiamento, come indicato nella legge 2/2018 che prevedeva anche la definizione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica a cura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad oggi ancora non disponibile”.

(Adnkronos)

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