Su Rai1 ‘Le indagini di Lolita Lobosco’



Roma, 17 feb. Quattro prime serate su Rai1 con Luisa Ranieri nei panni del vicequestore protagonista della nuova serie giallo-rosa “Le indagini di Lolita Lobosco”, firmata dal regista Luca Miniero e liberamente tratta dai romanzi di Gabriella Genisi (editi da Sonzogno e Marsilio Editori). Una produzione Bibi Film Tv e Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Angelo Barbagallo e Luca Zingaretti, in onda in prima visione da domenica 21 febbraio.
Intuito, determinazione, coraggio, ma anche fascino, femminilità e una sana malizia. Single e poliziotta di razza, Lolita dopo alcuni anni trascorsi al Nord è tornata a Bari, la sua città natale. Con l’incarico di vicequestore viene messa a capo di una squadra di soli uomini, una sfida che la vedrà impegnata non solo nel gestire indagini complesse e omicidi, ma anche i tanti pregiudizi e stereotipi sul lavoro e nella vita privata. Firmano soggetto di puntata e sceneggiatura Massimo Gaudioso, Daniela Gambaro e Massimo Reale.

Lolita è una donna del Sud, mediterranea, vivace, empatica e single in carriera; vicequestore del commissariato di polizia a Bari, sua città natale dov’è appena tornata dopo un lungo periodo di lavoro nel Nord Italia. A capo di una squadra di soli uomini, per essere autorevole Lolita non ha bisogno di castigare la sua innata sensualità. In un mondo ostinatamente governato dai maschi come quello dell’investigazione e della giustizia, Lolita sceglie di rimanere se stessa, un prezioso mix di esplosiva bellezza e un pizzico di malizia che le permette non solo di affermarsi sui colleghi uomini, ma anche di combattere il pregiudizio di alcune donne. Lolita però, nonostante sprigioni fascino e bellezza, non ha mai avuto una storia importante. Trova sempre delle scuse per non impegnarsi: il lavoro, il poco tempo, il suo ruolo, i difetti del partner, il desiderio di indipendenza. È di natura passionale, ma c’è qualcosa che la blocca, qualcosa che ha a che fare con il suo passato famigliare.
Se nella sfera pubblica è affiancata dai devoti e anche un po’ innamorati attendenti Forte ed Esposito, il suo mondo privato è tutto al femminile: la madre Nunzia e la sorella Carmela con le quali ha un rapporto spinoso, ma ugualmente affettuoso, e l’amica magistrato Marietta, sposata e madre, ma segretamente invischiata in amorazzi e avventure extraconiugali. È proprio Marietta a presentarle Danilo, un bellissimo giornalista quasi trentenne. Malgrado le profonde resistenze della donna, vista soprattutto la differenza d’età, tra i due nasce un’appassionata liaison, che farà interrogare Lolita su cosa significhi, per una professionista come lei, mettersi in gioco nella vita senza vergognarsi dell’amore.
Dai romanzi di Gabriella Genisi, una moderna declinazione al femminile del giallo all’italiana ibridato con la commedia rosa.
NOTE DI REGIA
Sono passati più di cinquanta anni da quando la prima donna è entrata in polizia. Ne è passata di acqua sotto i ponti per arrivare a Lolita. Una poliziotta diversa, questo è sicuro, bella, competente e piena di uomini anche se non è mai l’uomo giusto. Il racconto di una donna fragile con un linguaggio di ripresa più vicino al thriller o al giallo che ai colori della commedia. Realismo nelle inquadrature e attenzione alla messa in scena al servizio del personaggio, sia nella fase di indagine che nella vita familiare. Non manca, ovvio, il divertimento soprattutto grazie agli attori che circondano la protagonista.
Il casting che si compone intorno alla bravissima Luisa Ranieri infatti pone la stessa attenzione a tutti i ruoli, anche a quelli di una sola posa.
È il miglior modo per contribuire a pennellare quell’affresco della provincia barese che Gabriella Genisi, la scrittrice, ha creato con profondità grazie alla chiave di lettura del giallo, ma non senza spruzzate di rosa.
Tutte le componenti del racconto si pongono così al servizio di questo dipinto ironico della realtà meridionale per rispettarne l’anima variopinta.
Perché il sud è proprio come Lolita, 999 colori più uno: il giallo.
PRIMO EPISODIO – LA CIRCONFERENZA DELLE ARANCE
Quando il vicequestore Lolita Lobosco viene trasferita da Legnano a Bari, sua città natale, tutto si aspetta tranne che di vedersi comparire davanti, per giunta ammanettato, Stefano Morelli, dentista incensurato e suo primo grande amore adolescenziale. L’uomo è accusato dell’infamante crimine di abuso sessuale nei confronti della sua assistente, Angela Capua, che, non dopo indecisioni e paure, si è decisa a denunciarlo.
Combattuta tra il ruolo che ricopre e il sentimento che la lega a Stefano, Lolita si convince, a dispetto dell’evidenza degli indizi, della sua innocenza: anche se lo ritiene bugiardo e infedele, lo considera incapace di un gesto di tale gravità.
Sacrificando alle indagini le ferie natalizie e tutta la turbinosa vita familiare fatta di pranzi in famiglia e giochi con i nipoti, Lolita cerca quindi di scagionare Stefano, e grazie al suo acume investigativo il caso sembra prendere la giusta piega. Stanno finalmente emergendo elementi che confermano le dichiarazioni di Stefano, quando, sulla spiaggia, viene rinvenuto il cadavere della povera Angela Capua e purtroppo Stefano non ha alcun alibi per l’orario in cui è avvenuto il delitto.
SECONDO EPISODIO – SOLO PER I MIEI OCCHI
Lolita non fa in tempo a varcare la soglia della questura che viene coinvolta nelle indagini sull’omicidio di una donna bellissima scomparsa da casa da più di una settimana: Bianca Empoli.
La donna è un’affermata musicista, una suonatrice d’arpa che all’insaputa del marito, Vito Loconsole, ha affittato un appartamento per studiare e preparare i propri concerti da solista. Ed è proprio lì che il suo cadavere è stato ritrovato dai vicini di casa.
Sembrerebbe un’ordinaria storia di tradimento, culminata con l’omicidio della moglie da parte del marito geloso, ma Vito Loconsole ha un alibi di ferro ed è sicuramente estraneo all’omicidio: la sua unica colpa è di aver trascurato Bianca per dedicarsi alla sua professione di antiquario.
Così Lolita, cercando con determinazione il colpevole, si trova a scavare nella vita di Bianca, sua coetanea, e a confrontarsi con le scelte inusuali della donna. La sua morte le appare l’amaro epilogo di una vita tanto premiata dal successo quanto segnata dalla solitudine.
E la scoperta della verità sarà ancora più amara per la nostra bellissima poliziotta.
TERZO EPISODIO – SPAGHETTI ALL’ASSASSINA
Lolita, quel ristorante a pochi metri da casa sua, neanche lo conosce.
È mattina presto quando, richiamata dalle grida allarmate dei passanti, si precipita in strada in vestaglia. Qualcuno deve essersi sentito male nel locale dove si servono i rinomati “Spaghetti all’Assassina”.
Rinomati per gli altri, ma sconosciuti per lei, che nulla sa delle lunghe liste di prenotazioni che scandiscono gli ingressi al ristorante dove lo chef Geppino Schirone, detto Pap’russ, ha fatto di quella ricetta assai piccante il suo cavallo di battaglia.
Così, in vestaglia e ciabattine, Lolita rinviene il cadavere del cuoco, sicuramente assassinato. Un nuovo caso di omicidio che pare senza colpevoli, e che la priverà della sapida esperienza di poter assaggiare la celebre ricetta dalle mani del suo inventore.
Una brutta vicenda quella che ruota intorno alla morte di Geppino Schirone, che si rivela essere un personaggio pieno di ombre e di ambiguità. Insomma il tipo di persona che Lolita vedrebbe volentieri dietro le sbarre ma che in questa indagine è in credito con la giustizia.
QUARTO EPISODIO – GIOCO PERICOLOSO
Le rimpatriate con i vecchi compagni di scuola sono di una noia mortale. Per questo motivo Lolita, scortata da Antonio Forte, suo ex compagno di banco e oggi suo collaboratore in Polizia, partecipa malvolentieri alla tradizionale abbuffata che la sua vecchia classe di liceo organizza da anni alla trattoria “da Salvatore”.
Durante la cena Lolita parla a lungo con Vittorio Lamuraglia, un suo ex compagno di scuola che si occupa di pubbliche relazioni ed è appena rientrato dagli Stati Uniti. Vittorio, precocemente invecchiato, si prodiga in complimenti verso la bella poliziotta e fa innervosire non poco il gelosissimo Antonio.
La mattina dopo Lolita viene svegliata dall’inspiegabile e tragica notizia della morte di Vittorio. Dalla prima ricostruzione dei fatti emerge l’ipotesi che l’ex compagno di scuola si sarebbe ucciso gettandosi da un terrapieno solo poche decine di minuti dopo aver salutato Lolita e Forte.
Questa versione dell’accaduto non soddisfa l’acume investigativo di Lolita, che decide di approfondire le indagini sul caso, già destinato all’archiviazione dal Pubblico Ministero.
Con determinazione e testardaggine Lolita riesce così a fare luce non soltanto sulla misteriosa fine di Vittorio ma su un più vasto e complesso scenario, dove fiumi di denaro, corruzione e morte la fanno da padroni.

(Adnkronos)

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