Covid, Rezza: “Presenza diffusa delle varianti in Italia”

L’esperto: “Dobbiamo sbrigarci con le campagne vaccinali e diminuire la velocità della circolazione virale a tutti i costi”

“Quello che più ci preoccupa in questa fase è il fatto che viene segnalata ormai diffusa sul territorio nazionale la presenza di varianti virali” di coronavirus. A sottolinearlo Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale sull’epidemia di Covid-19. “La più nota è la cosiddetta variante inglese – sottolinea – Ma quelle brasiliana e sudafricana hanno anche un’altra mutazione, meno frequente, che deforma la conformazione della proteina spike e può ridurre parzialmente l’efficacia dei vaccini”. “Quindi dobbiamo sbrigarci con le campagne vaccinali e diminuire la velocità della circolazione virale a tutti i costi”, ha aggiunto parlando di una “sostanziale stabilità” dell’andamento della pandemia ” “ma questa è una buona notizia a metà. Occorre prestare molta attenzione a questa fase di transizione. Ci preoccupa molto la presenza di varianti virali”.
“La variante inglese si trasmette più rapidamente – afferma ancora Rezza – questo fa sì che dobbiamo mantenere comportamenti estremamente prudenti. Vediamo ormai Regioni che non sembrano avere situazioni critiche, sono gialle diciamo così, e all’interno di queste ci sono aree relativamente piccole dove l’infezione corre molto, con focolai di elevata incidenza. E’ chiaro che lì occorre fare di tutto per bloccare, ad esempio istituendo zone rosse locali, come si sta facendo in Umbria e in provincia di Chieti, e farlo in maniera chirurgica e tempestiva anche con mini-lockdown”. “E’ bene non allentare le misure di prevenzione e continuare a mantenere comportamenti prudenti”, sottolinea.
Sulle fasce d’età per la somministrazione del vaccino AstraZeneca, indicato in Italia fino ai 55 anni, mentre il gruppo di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità lo raccomanda anche per gli ‘over 65′, “a breve è prevista una riunione di un gruppo di lavoro ministero, Aifa, Agenas, Regioni, che dovrebbe cercare di trovare una soluzione”, ha spiegato poi il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute che puntualizza: “All’Italia spetta il 13,46% di tutti i vaccini che sono stati opzionati dall’Unione europea. E’ chiaro che c’è una grande necessità di acquisire dosi di vaccini, per carità anche dosi ulteriori, perché è interesse di tutti avere molti vaccini a disposizione. Ma è chiaro che questo dovrebbe essere fatto in maniera regolare e trasparente e bisognerebbe prevedere tutti quelli che sono i normali controlli che si fanno per i vaccini”.
“Faccio un esempio – ha spiegato Rezza – se si importassero vaccini cinesi o russi, il tipo di controlli che dovrebbero essere fatti sui siti produttivi dovrebbero avere tutti gli standard previsti dalle agenzie regolatorie occidentali come l’europea Ema, l’americana Fda e l’inglese Mhra, dovrebbero tener conto della sicurezza e della qualità dei vaccini”. E’ un capitolo su cui “dovrebbe pronunciarsi la nostra Agenzia del farmaco Aifa”, in quanto sua materia, “uso il condizionale perché stiamo parlando in termini ipotetici” al momento..

(Adnkronos)

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