Colpo di stato in Myanmar, arrestata Aung San Suu Kyi

Tutti i poteri sono stati trasferiti al capo delle forze armate Min Aung Hlaing, che sarà alla guida del Paese per un anno. Proclamato lo stato di emergenza. Condanna degli Usa

Colpo di Stato militare a Myanmar, dove l’esercito ha preso il potere dopo aver arrestato la leader di fatto Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e i vertici della Lega nazionale per la democrazia, che aveva vinto le elezioni di novembre. L’annuncio è stato dato dalla televisione militare Myawaddy, che ha spiegato come l’esercito abbia preso il controllo del Paese e che tutti i poteri sono stati trasferiti al capo delle forze armate Min Aung Hlaing, che sarà alla guida del Paese per un anno. La presidenza ad interim sarà invece ricoperta dal generale in congedo e vice presidente Myint Swe.
I militari hanno spiegato di aver agito per riparare ai ”brogli elettorali”. Interrotte, invece, le trasmissioni della tv di Stato, mentre sono chiuse le banche. Nel Paese è stato proclamato lo stato di emergenza di un anno. Le strade della capitale Nay Pyi Taw, dove da ieri sono interrotti i collegamenti telefonici, sono piene di militari.
San Suu Kyi ha rivolto un appello a ”non arrendersi” al golpe militare. ”Chiedo al popolo di non accettare quanto accaduto, di rispondere e di protestare con tutto il cuore contro il colpo di Stato militare”, ha detto in una nota diffusa dal suo partito. Nel messaggio della leader della Lega nazionale per la democrazia birmana condiviso su Facebook si ribadisce di aver vinto le elezioni di novembre. Viene inoltre fatto notare che il colpo di stato intrapreso dall’esercito di Myanmar potrebbe danneggiare la lotta che il governo sta conducendo contro la pandemia da coronavirus. Sono oltre 140mila i contagi confermati nel Paese, dove più di tremila persone hanno perso la vita per complicanze.
Gli Stati Uniti hanno condannato il colpo di Stato militare a Myanmar, affermando che Washington “si oppone a qualsiasi tentativo di modificare l’esito delle ultime elezioni o di impedire la transizione democratica a Myanmar”. Il Segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto che vengano rilasciati tutti i funzionari di governo e i leader della società civile, affermando che gli Stati Uniti ”sono al fianco del popolo della Birmania nelle loro aspirazioni per la democrazia, la libertà, la pace e lo sviluppo. L’esercito deve immediatamente rivedere queste azioni”.
Anche il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha condannato il golpe militare avvenuto nel Myanmar, denunciando l’arresto “illegale” di civili, tra cui Aung San Suu Kyi. “Il voto del popolo deve essere rispettato ed i leader civili devono essere rilasciati”, ha dichiarato Johnson in un tweet.

(Adnkronos)

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