La mobilità sostenibile secondo Eni, un mix di efficienza e innovazione



Roma, 16 dic. Innovazione e efficienza per la decarbonizzazione e neutralità rispetto alle tecnologie disponibili o in via di maturazione. E’ l’approccio di Eni alla mobilità sostenibile, una visione che guarda a tutto il sistema dei trasporti con risposte mirate per ciascun settore che potranno contribuire al percorso green di riduzione delle emissioni.
Una visione caratterizzata in particolare dalla “neutralità rispetto alle numerose tecnologie mature o in via di maturazione necessarie alla decarbonizzazione di un settore molto complesso, ancora alimentato prevalentemente da energia fossile e che richiama più del 25% delle emissioni globali”, spiega all’Adnkronos Michele Viglianisi, Responsabile Economia Circolare e Bioraffinerie di Eni.
“Neutralità tecnologica – chiarisce – significa considerare ogni tecnologia utile a farci raggiungere l’obiettivo di distribuire entro il 2050 soltanto prodotti provenienti da fonte sostenibile al 100%”.
Ecco quindi come si declina tale approccio: in ambito urbano, si guarda al potenziamento del settore elettrico e ai servizi legati allo sharing dei veicoli mentre nei trasporti extraurbani e su lunghe percorrenze i veicoli possono beneficiare dei biocarburanti, come gli oli vegetali idrogenati (Hvo-Hydrotreated Vegetable Oil) o il biometano, già compatibili con il parco circolante. Per i trasporti pesanti possibili soluzioni sono i biocarburanti, l’Hvo e il biometano in forma liquida Lng e nel medio/lungo termine le motorizzazioni fuel cell alimentate a idrogeno. Nel settore marina, Lng e biocarburanti rappresentano le soluzioni tecnologiche applicabili su larga scala nel medio periodo, con uno spazio per l’idrogeno nel lungo periodo.
Infine, per il settore dell’aviazione, si guarda ai sustainable aviation fuel o Saf, ovvero carburanti tradizionali miscelati con percentuali di biocarburanti.
In questo scenario si inserisce il contributo dell’economia circolare: da scarti e rifiuti è possibile, infatti, ottenere prodotti per la mobilità come i biocarburanti e il biometano o, addirittura, idrogeno. Attraverso il processo brevettato Ecofining, per esempio, nelle bioraffinerie di Gela e Venezia, Eni è in grado di trasformare materie prime di origine biologica in biocarburanti, in particolare un biocarburante di alta qualità definito in termini tecnici Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil), a partire dalla valorizzazione di materie prime vegetali e oli alimentari esausti.
“Le bioraffinerie sono esse stesse un esempio di economia circolare rigenerativa visto che nascono dal recupero di asset altrimenti destinati alla chiusura. Grazie alla flessibilità della tecnologia su cui si basano lavorano sempre più scarti ed entro il 2023 saranno completamente ‘palm oil free’ e vedranno coinvolte intere comunità in circoli virtuosi per la raccolta e la trasformazione degli oli esausti di frittura – continua Viglianisi – Allargheranno i loro confini alle colture su terreni desertici e predesertici per la produzione del ricino che può diventare, spremuto, materia prima per le bioraffinerie. Infine sono laboratori per la sperimentazione di nuovi prodotti che si riveleranno preziosi nella decarbonizzazione di settori complessi come quello dell’aviazione per il quale produrremo presto il biojet”.
Eni punta anche sulla mobilità a gas, sia compresso (Cng) che liquefatto (Lng), promuovendo il biometano, attraverso iniziative che ne valorizzano l’intera filiera, dalla produzione (da biomasse di scarto della filiera agricola e dell’allevamento e da Forsu) alla purificazione ed eventuale liquefazione, fino alla commercializzazione nelle proprie stazioni di servizio.
Per quanto riguarda la mobilità elettrica, il programma di sviluppo della rete di ricarica prevede l’installazione di colonnine in circa 350 stazioni di servizio Eni, e l’installazione di stazioni di ricarica dotate di colonnine ultra-fast, grazie ad un accordo stipulato con Ionity.
Dal 2013, poi, Eni ha lanciato Enjoy, il servizio di car sharing free floating, ed è oggi presente in 5 città (Roma, Milano, Firenze, Torino e Bologna), con circa 2400 veicoli, un servizio gestibile interamente tramite app da smartphone.
A che punto siamo nel percorso verso una mobilità sostenibile? “Guardando al prossimo futuro nel breve, medio e lungo termine, già da subito siamo in grado di distribuire biocarburanti e bio-Lng , nel medio termine produrremo biojet e incrementeremo la produzione di biocarburanti aumentando il numero di bioraffinerie e nel lungo termine raccoglieremo i frutti dei tanti investimenti che stiamo facendo sulla sperimentazione di tecnologie come l’idrogeno, rispetto al quale stiamo realizzando due stazioni di servizio che lo distribuiranno, una a Milano e una a Venezia, quella di Milano distribuirà idrogeno verde”, conclude.

(Adnkronos)

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