Si aggrava la crisi del settore suinicolo, serve la compensazione Iva

Si aggrava la crisi del comparto suinicolo tricolore con un drammatico calo dei prezzi pagati agli allevatori che mette a rischio uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy a tavola. Sulle stalle italiane si è scatenata una vera e propria tempesta perfetta per l’effetto combinato delle difficoltà del canale Horeca, con il calo degli acquisti da parte della ristorazione a causa del Covid, e della peste suina, che ha sconvolto il mercato europeo delle carni suine, letteralmente inondato dalla produzione tedesca dopo la chiusura delle frontiere cinesi ai prodotti teutonici.

Da qui la richiesta di Coldiretti di inserire nella Legge di Bilancio la completa compensazione dell’Iva per i produttori di carne suina, portando l’aliquota d di compensazione dal 7,95% al 10%. Ma per sostenere il settore occorre anche far arrivare velocemente alle aziende i fondi stanziati nell’ambito delle misure anti-Covid.

Un ulteriore aiuto potrebbe, inoltre, venire da una campagna di promozione per i salumi italiani a denominazione di origine protetta (DOP) sui mercati esteri, così da portare ulteriore ossigeno agli allevamenti nostrani. Ma anche l’applicazione della legge sull’etichettatura d’origine delle carni suine trasformate, fortemente voluta dalla Coldiretti, andrà a garantire la valorizzazione dei prodotti realmente Made in Italy.

Ma con il diffondersi di casi di peste suina in Europa è anche necessario fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle zone interessate dai focolai e adottare misure efficaci sul territorio nazionale contro la proliferazione dei cinghiali, che rappresentano un possibile veicolo di contagio.

(Coldiretti Padova)

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