Nasce Salutequità, proposte ‘laboratorio italiano’ su politiche settore



Roma, 3 dic. (Adnkronos Salute) – Nasce l’associazione Salutequità, il nuovo ‘laboratorio italiano’ per l’analisi, l’innovazione e il cambiamento delle politiche sanitarie e sociali, che ha presentato oggi il primo report – ‘Equità di accesso alle cure e Covid-19’ – e annunciato le sue prime proposte per le istituzioni durante l’incontro online ‘Ripartiamo dall’equità’.
“Salutequità, per tutelare il diritto alla salute – spiega Tonino Aceti, presidente della nuova associazione – elabora analisi basate sulle evidenze e valuta la capacità di atti, provvedimenti, politiche di tenere insieme due punti saldi fondamentali: salute ed equità. Siamo un’organizzazione che vuole valutare la qualità delle politiche pubbliche, contribuendo al loro miglioramento, ed essere anche un ‘laboratorio di idee’ per promuovere l’innovazione – quella che serve davvero al Servizio sanitario nazionale – per dare concretezza ai suoi principi fondanti: equità, solidarietà e universalità”.
Ai dati e alle evidenze “affianchiamo proposte specifiche rivolte alle Istituzioni, al fine di garantire un più alto livello di salute e di equità di accesso alle cure, anche alla luce della fase di ‘ricostruzione del Paese’ e delle importanti partite che sono oggi sul tavolo, dalla prossima Legge di Bilancio agli altri Dpcm, passando per il Recovery fund e il Mes”, elenca Aceti.
Queste le proposte di Salutequità: 1) Definire urgentemente un ‘Piano nazionale di rientro nel Ssn dei pazienti non Covid’, da considerare nel 2021 come uno specifico ‘adempimento Lea’ all’interno del Nuovo sistema nazionale di garanzia dei Lea sul quale misurare l’operato delle Regioni. Stesso meccanismo per le principali misure emergenziali volte al potenziamento del Ssn; 2) Potenziare e innovare l’assistenza territoriale con la definizione di un ‘Dm 71 dell’assistenza territoriale ‘ che, analogamente a quanto fatto per gli ospedali, definisca gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici da garantire a tutti i cittadini in tutte le aree del Paese; 3) Rafforzare per il 2021 lo strumento dei fondi per i farmaci innovativi, riallocando in aggiunta all’ordinario stanziamento le risorse che nel 2020 verosimilmente non saranno utilizzate, vista la riduzione delle prestazioni di specialistica e degli screening oncologici e il conseguente rebound sul 2021.
E ancora: 4) Accelerare il processo di digitalizzazione del Ssn in tutte le Regioni, con particolare riferimento alla telemedicina; 5) Democratizzare il dibattito sul ‘progetto per l’innovazione e il rafforzamento del Ssn’, da finanziare mediante le risorse che potrebbero arrivare dall’Europa con il Recovery Fund o il Mes, attraverso un processo di consultazione e confronto con tutto il mondo della sanità.

(Adnkronos)

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