“Decreto Ristori”: il nuovo contributo a fondo perduto

Nell’ambito del  “Decreto Ristori” pubblicato sulla G.U. del 28.10.2020, una delle misure di maggiore rilievo adottate è rappresentata dal riconoscimento di un nuovo contributo a fondo perduto riservato agli operatori dei settori economici interessati dalle ultime restrizioni contenute nell’ultimo DPCM.

Il contributo è riconosciuto ai soggetti che al 25.10.2020 hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una delle attività contenuto nel presente decreto. Come previsto per il contributo a fondo perduto  ex.art. 25 Decreto Rilancio, la spettanza del beneficio è subordinata alla condizione che il fatturato/corrispettivi di Aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 del fatturato/corrispettivi di Aprile 2019. Inoltre per i soggetti che hanno iniziato l’attività dal 01.01.2019 non è necessario il requisito della riduzione di fatturato per beneficiare del contributo.

Questo nuovo beneficio è riconosciuto “automaticamente” dal parte dell’Agenzia delle Entrate mediante accredito sul c/c bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo (ex. art. 25 Decreto Rilancio). Nel caso invece non sia stata presentata istanza per il precedente contributo è possibile presentare in via telematica apposita domanda. Con Provvedimento di prossima emanazione saranno definiti i termini e le modalità per la presentazione dell’istanza.

Il nuovo beneficio è determinato quale “quota” del contributo già percepito o del valore calcolato sulla base della nuova domanda presentata. La quota, o percentuale di ristoro, è differenziata a seconda del settore economico applicato nel Decreto Ristori. Per gli Agriturismi (cod. ATECO 56.10.12) la percentuale è fissata al 200% mentre per gli Alloggi connessi alle aziende agricole (cod. ATECO 55.20.52) la percentuale è del 150%.

(Coldiretti Padova)

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