Riapertura delle scuole. La visita del presidente Mattarella a Vo’ dia il via a una nuova era di investimenti per l’istruzione

presidente provincia di padova e presidente della repubblica

Non era mai capitato che il presidente della Repubblica tornasse per due volte nello stesso anno in territorio padovano. Lo scorso febbraio ci eravamo stretti attorno a Sergio Mattarella per l’apertura di quello che doveva essere l’anno di Padova Capitale europea del Volontariato. Pochi giorni dopo, invece, ci siamo trovati a vivere uno dei peggiori incubi che ricorderemo per tutta la vita. La prima vittima di Coronavirus italiana a Vo’ euganeo. L’istituzione della zona rossa con i confini del paese presidiati dai militari. Il via a due mesi di lockdown su tutto il territorio nazionale. La fine dell’anno scolastico in presenza e la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado. La vita di tutti noi è stata stravolta: come amministratori pubblici, come genitori, come lavoratori, come imprenditori, come medici e sanitari, come studenti. Probabilmente ciò che è successo, deve ancora essere metabolizzato dal nostro sistema economico e sociale, oltre che da tutti noi a livello umano.

Tradizionalmente, l’Istituzione che ci fa sentire davvero italiani e orgogliosi di esserlo è la Presidenza della Repubblica. Questa visita, quindi, ci incoraggia a ripartire senza dimenticare ciò che è accaduto. Da qui in poi dobbiamo convivere con la nuova realtà nel rispetto di tutte le regole. Ma nel cammino che ci attende, è necessario rivedere il ruolo della scuola.

Quando si tratta di giovani, non ci sono sconti per nessuno: loro sono il presente e il futuro di un Paese. Come nella sanità pubblica, ci sono stati, invece, troppi anni di tagli: non possiamo continuare a presentare il conto delle scelte fatte ai ragazzi, ai nostri figli. Oggi ci sono le risorse europee per varare un grande piano di ristrutturazione e riammodernamento strutturale e tecnologico degli edifici scolastici. E quando si parla di istruzione non si deve lasciare indietro nessuno. I ragazzi – tutti, anche coloro che hanno disabilità o ritardi di apprendimento — vanno messi al primo posto nel loro diritto a formarsi, a istruirsi, a trovare una scuola inclusiva che li aiuti a crescere e a diventare uomini e donne. Ogni ragazzo ha un valore che gli adulti devono aiutare a far sbocciare. Non possiamo trovare alibi, pensare che siano loro a doversi adeguare a una realtà immutabile che, peraltro, è conseguenza di scelte passate, presenti e future con nomi e cognomi, dal mondo della politica a quello del sindacato e della scuola. Dobbiamo tornare – ognuno nel ruolo che gli compete — all’etica e alla responsabilità personale: questo Paese non cambierà marcia se prima del partito, prima del voto, prima del consenso, non mette davanti i cittadini. Lo stanno facendo da molti anni i sindaci e le amministrazioni locali. Ora devono farlo i rappresentanti delle Istituzioni superiori.

Il presidente Sergio Mattarella e il Ministro della Pubblica Istruzione hanno riaperto simbolicamente le scuole di tutta Italia da Vo’ euganeo. Un omaggio alla cittadina che più si è distinta per lo spirito altruista e paziente con cui ha accettato molte delle scelte che ne limitavano libertà e diritti acquisiti. Un omaggio alla prima vittima italiana che porteremo sempre nel cuore, Adriano Trevisan. Un segnale di attenzione che ora la provincia di Padova raccoglie e rilancia con senso di responsabilità per migliorare il presente e il futuro della scuola e del Paese.

Un augurio a tutti i bambini, ai ragazzi, ai genitori, al corpo docente e al personale ausiliario: grazie per quello che avete fatto e per quanto farete con senso di amore e responsabilità per garantire la sicurezza e il ritorno a una vita scolastica il più possibile normale.

Buon lavoro a tutti e buon rientro.
 
Fabio Bui
Presidente della Provincia di Padova

(Provincia di Padova)

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