STAGIONALI. COLDIRETTI VENETO: SERVE “QUARANTENA ATTIVA” PER ROMENI E BULGARI. SALVAGNO:”LA CAMPAGNA HA BISOGNO DI MANODOPERA ANCHE PER RIPRISTINARE LE STRUTTURE

STAGIONALI. COLDIRETTI VENETO: SERVE “QUARANTENA ATTIVA” PER ROMENI E BULGARI. SALVAGNO:”LA CAMPAGNA HA BISOGNO DI MANODOPERA ANCHE PER RIPRISTINARE LE STRUTTURE

STAGIONALI. COLDIRETTI VENETO:  SERVE “QUARANTENA ATTIVA”  PER ROMENI E BULGARI

SALVAGNO:”LA CAMPAGNA HA BISOGNO DI MANODOPERA ANCHE PER RIPRISTINARE LE STRUTTURE

31 agosto 2020 – Mentre sono in corso le rilevazioni dei danni e le relative denunce agli uffici competenti per centinaia di aziende agricole coinvolte da trombe d’aria, grandine e piogge intense, emerge più che mai la richiesta di manodopera nei campi. Coldiretti Veneto solleva la questione con una lettera indirizzata al Governatore della Regione del Veneto Luca Zaia nella quale chiede la possibilità di applicare la “quarantena attiva” per gli stagionali rumeni e bulgari negativi al Covid da impiegare nelle campagne martoriate dal maltempo.

“Ci sono vigneti e frutteti da rialzare – spiega Daniele Salvagno presidente regionale – tetti di stalle e annessi rustici da sistemare, serre e ricoveri da ripristinare, strutture antigrandine da riparare. Per installare nuovamente le reti protettive – dice –  servono lavoratori oltre al sostegno dei familiari”. Ora più che mai – insiste Salvagno – gli stagionali in arrivo da Romania e Bulgaria devono essere messi nella condizione di essere operativi nell’immediato. Grazie alla disponibilità del servizio sanitario veneto – continua Salvagno – si può verificare velocemente la negatività al Covid19 con test rapidi ed esami sierologici attendibili, consentendo il superamento dell’isolamento fiduciario.  In questo modo si rispetterebbero i principi di sicurezza sanitaria e si consentirebbe alle imprese agricole di procedere alla raccolta dei prodotti e al ripristino delle strutture distrutte”.

Analoghi interventi sono stati adottati dalle amministrazioni delle vicine province di Trento e Bolzano. Pur sapendo che la Regione del Veneto ha nei giorni scorsi interpellato, a proposito, il Ministero della salute,  Coldiretti Veneto auspica che, in attesa della risposta ministeriale, si possa attuare anche in Veneto quanto proposto, considerata l’ eccezionalità della situazione.

(Coldiretti Padova)

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