Beirut, almeno 137 morti e 5mila feriti


I feriti sono 5mila, si scava tra le macerie. Arrivato il presidente francese Macron: “Il Libano non è solo”. Come una nave abbandonata è diventata bomba a orologeria. Il militare italiano ferito: “Boato fortissimo”
Beirut, 6 ago. E’ di almeno 137 morti e 5.000 feriti il nuovo bilancio – ancora provvisorio – delle . Lo ha reso noto il ministero libanese della Salute, come riferiscono le tv satellitari arabe precisando che i soccorritori continuano a cercare i dispersi. Gli sfollati sono almeno 300mila.
Alle operazioni partecipano i soccorritori della Croce Rossa libanese, i militari e volontari. I dispersi sono ancora decine. “Aspetto qui, non mi muovo – grida Fatima – Mio fratello lavora al porto. Non lo sentiamo dal momento dell’esplosione”.
E c’è il timore che crollino gli edifici gravemente danneggiati nella zona del porto. “E’ per questo – dicono i soccorritori – che chiediamo alle persone di stare lontano”.
Stop ai test per il coronavirus, e alle cure, in molti dei principali ospedali di Beirut. E’ una delle conseguenze della devastante esplosione che martedì ha colpito la capitale libanese. Ci sono strutture danneggiate, altre stracolme di feriti. “Alcuni ospedali, che effettuavano i test e seguivano i pazienti Covid, come il Saint George e Jeatawi sono stati gravemente danneggiati dall’esplosione e si sono dovuti fermare”, ha detto all’agenzia Dpa Mahmoud Hassoun, medico del Rafiq Hariri Hospital, che invece continua a effettuare i test.
“I test si sono bloccati perché molti ospedali devono fare i conti con questa catastrofe e il gran numero di feriti – ha detto Suleiman Haroun, a capo del Private Hospitals Syndicate – Ora è questa la priorità”. Ieri comunque, nonostante la mancanza di test, le autorità sanitarie hanno confermato 355 nuovi casi di coronavirus diagnosticati nelle precedenti 48 ore. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono 5.417 i contagi confermati nel Paese dei Cedri.
Tra le vittime c’è anche un diplomatico tedesco dell’ambasciata a Beirut. “Sono stati confermati i nostri peggiori timori – afferma il ministro degli Esteri Heiko Maas – Una persona della nostra ambasciata a Beirut è morta nella sua casa dopo l’esplosione”. Poi, il “ringraziamento a tutti coloro che, come la nostra collega defunta, corrono ogni giorno grandi rischi a livello personale in tutto il mondo per servire il nostro Paese”.
Macron a Beirut
Nel frattempo nella capitale libanese è arrivato il presidente Emmanuel Macron, per una visita decisa per esprimere la solidarietà della Francia. A ricevere Macron all’aeroporto c’era il presidente libanese Michel Aoun. Ua fonte dell’Eliseo ha riferito che la visita del capo di stato francese servirà a “valutare le necessità di coloro che stanno operando sul terreno” per garantire che gli aiuti francesi siano i più efficaci possibile.
“Il Libano non è solo”, ha scritto in un tweet in francese e in arabo Macron appena atterrato. Il presidente francesesi è recato subito al porto di Beirut distrutto, come riferisce l’agenzia libanese Nna.
La Francia ha già inviato una squadra di soccorritori e un’unità medica mobile. Nell’esplosione di martedì è morto un cittadino francese e altri 24 sono rimasti feriti.
Conte telefona a Diab: “Pronti a fornire assistenza” – Solidarietà al Libano dall’Italia dopo la tragedia di Beirut. Il premier libanese Hassan Diab ha ricevuto stamani una telefonata del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha confermato la “disponibilità italiana a fornire assistenza”. E’ quanto scrive l’agenzia libanese Nna, che dà anche conto del colloquio telefonico tra Diab e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

(Adnkronos)

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