Strage Bologna, Bolognesi: “Processo mandanti sarà complicato”


Il presidente dell’Associazione vittime all’Adnkronos: “Non lasciateci soli”
Bologna, 31 ago. di Annalisa Dall’Oca
Quarant’anni dalla strage di Bologna. Non è solo il tempo a lasciare il segno questo 2 agosto che puntuale riunisce in piazza una città che ancora ricorda, e mai dimenticherà, l’esplosione che nel 1980 devastò la stazione ferroviaria del Capoluogo emiliano-romagnolo, uccidendo 85 persone e ferendone 200. “Ci sono sviluppi dovuti, almeno in parte, al lavoro costante dell’Associazione familiari delle vittime, sviluppi che stanno portando a risultati veramente eccezionali”. A raccontarlo all’AdnKronos è Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione, che nell’attentato perse la suocera Enza ed ebbe feriti altri familiari, fra i quali, gravemente, il figlio Marco. “Questi sviluppi – spiega – porteranno probabilmente a un processo che, a mio parere, sarà complicato e difficile, proprio perché va a toccare interessi elevatissimi”.
Ed è per questo che Bolognesi, per prima cosa, rivolge un appello: “Chiedo ai cittadini italiani di stare vicino ai familiari e ai giudici. Non vorrei fossero lasciati soli. È compito di tutti essere presenti e far sentire il calore della città e dell’Italia, chiedere a gran voce la verità, fino in fondo, su questa strage”.
Dal processo sui mandanti della strage alla stazione di Bologna, che potrebbe vedere la prima udienza preliminare già in autunno, i familiari si aspettano molto. “Teniamo presente – racconta Bolognesi – che questa indagine sta portando a sviluppi che sicuramente andranno a coinvolgere, in maniera pesante, anche altri avvenimenti che sembrano insondabili, che possono sembrare misteriosi. Ma di misterioso – sottolinea – non c’è niente, sono solo segreti, volendo si risolve tutto. Solo che fino ad adesso era un volere molto attento a non disturbare nessuno, perciò era un volere che non andava da nessuna parte”.
“E teniamo presente – prosegue – che comunque, quando c’è stata la prima indagine, si lavorava con i mezzi che c’erano nel 1987-1988, quindi erano abbastanza limitati in termini tecnologici. Adesso la strumentazione e le possibilità sono molto grandi. Mano a mano si scava – conclude Bolognesi – si arriva più avanti nel risolvere questo rebus e, risolvendolo, si andrà a rivedere con occhio molto più attento altri casi che hanno preceduto e seguito la strage di Bologna”.

(Adnkronos)

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