incantocorpo

Inaugurazione venerdì 24 luglio 2020 ore 18 con ingressi contingentati in ottemperanza alle direttive ministeriali anti Covid-19.

Dal 25 luglio al 13 settembre la Galleria Civica Cavour di Padova ospita la mostra “incantocorpo“, personale dell’artista Stefano Reolon promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, a cura di Barbara Codogno.

In esposizione una ventina di tele firmate dal pittore padovano, tutte di grandissime dimensioni, che creano nella Galleria Cavour un suggestivo impatto immersivo.

Stefano Reolon ama tutto il passato classico. Suoi maestri sono il Buonarroti, Rubens, Van Dick e il mondo barocco fiammingo. L’artista è un dotatissimo disegnatore, conosce e padroneggia magistralmente l’anatomia e la sua pittura è inequivocabilmente classica, nel senso più alto del termine.

L’autore propone una carnalità tipicamente barocca ma resa attuale dallo sguardo dell’uomo di oggi, ponendo quindi l’accento sull’intimità delle diverse relazioni. La carnalità del barocco diventa perciò strumento per rappresentare le dinamiche interpersonali dell’oggi.

Reolon racconta l’uomo contemporaneo: le sue relazioni, le sue paure, i suoi desideri, i suoi drammi. Le vittorie raggiunte a partire dall’intelligenza della fisicità, dall’elaborazione del vissuto del corpo.

Al talento, l’autore affianca un esercizio costante che coinvolge anche lo studio delle materie pittoriche tipiche del passato. Reolon “costruisce” i colori come si faceva un tempo, per poi abbinare questa antica tecnica a un gesto pittorico libero e che mescola svariati linguaggi visivi.

L’artista dipinge corpi nudi applicando alla tela ulteriori porzioni di tela. Per realizzare questo “collage” di stratificazioni utilizza lo scotch, un materiale contemporaneo di largo consumo che crea una interessante frizione con la plasticità classica del dipinto.

Le applicazioni talvolta replicano – e vi si sovrappongono – l’immagine originaria. Talvolta Reolon agisce invece innestando porzioni di corpo (che possono essere arti, tronchi, mani, volti) apparentemente incoerenti rispetto all’immagine di partenza, e sulla quale avviene l’innesto.

Usa l’immagine “a livelli”, ama la stratificazione come tecnica narrativa. La tela piatta, bidimensionale e chiusa all’interno del telaio gli risulta limitante. E’ per questo che Reolon ama lavorare a collage “aperti” dove vari strati si sovrappongono e sbordano dal classico perimetro del quadro.

Stefano Reolon si laurea in Scenografia e Costume nel 1988 all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Fa esperienze importanti in qualità di collaboratore personale di Maria Letizia Amadei nell’allestimento di spettacoli all’Arena di Verona. Per alcuni anni lavora come scenografo a RAI UNO – Roma in qualità di assistente del Maestro Gaetano Castelli. La grande passione per l’arte lo riporta a Padova dove comincia la sua personale ricerca e riflessione sulla pittura e sul corpo. Da qualche anno è docente di Disegno e Storia dell’arte. Ha collaborato con alcune gallerie d’arte e con diversi enti in qualità di docente in workshop sul colore e sull’anatomia. Ha al suo attivo alcune importanti partecipazioni a esposizioni collettive di rilievo nazionale e alcune personali in Veneto.

Informazioni:

Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche

Ufficio Stampa:

Silvia Ranzato, mobile 328 761 15 34

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)

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