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“Nel sistema delle cooperative la liquidità c’è”

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Il mercato interbancario interno alle Banche di credito cooperativo continua a essere attivo attraverso Iccrea Banca e, dopo il decreto anticrisi varato dal Governo, la liquidità strutturale generata dal sistema del Credito cooperativo, potrà tornare a essere più facilmente impiegata sull'interbancario nazionale.

L'indicazione filtra tra una sessione e l'altra dalla "convention" annuale delle Bcc lombarde, tradizionale punto d'incontro autunnale dei vertici nazionali del movimento.

"Le misure del Governo sono in sé positive perché aiutano a mantenere e ricreare un clima di fiducia", ha detto Alessandro Azzi. Il presidente di Federcasse, ha ricordato che il Credito cooperativo, nell'ultimo decennio, si è dotato di un proprio fondo obbligatorio di garanzia dei depositi, di un fondo di garanzia istituzionale. Il nuovo strumento, formalmente lanciato in luglio dopo tre anni di gestazione, è una rete autonoma di garanzie incrociate dirette "per tutelare liquidità e solvibilità di ognuna delle 440 Bcc", ha ricordato Azzi, che è anche vicepresidente dell'Abi e che guarda certamente con favore alla rete di sicurezza stesa ora dal Governo attorno all'intero settore creditizio.

"Io sono tra tutti coloro che si augurano che l'intervento diretto del Tesoro non sia necessario, per nessuna banca - ha comunque sottolineato - e allo stato non prevedo comunque la necessità di aiuti pubblici per le Bcc. Questo anche grazie al fondo istituzionale che sta decollando e a cui abbiamo pensato da noi in tempi di crisi".

Bcc Vita, ha ricordato Azzi, su indicazione di Iccrea Holding, ha disposto il rimborso integrale di polizze index-linked collegate a Lehman Brothers.
La situazione patrimoniale aggregata dal sistema Bcc (che ha una quota di mercato del 9% dei depositi nazionali e 3.900 sportelli) parla dal canto suo di un base di 15,9 miliardi al marzo 2008 (+8,8% annuo) con un coefficiente di patrimonializzazione Bankitalia del 15,6% rispetto al 9,5% medio per i gruppi maggiori. "La liquidità all'interno del nostro sistema è buona", ha confermato Azzi, rammentando che le Bcc sono tradizionali datrici nette verso il loro istituto centrale di categoria (Iccrea Banca) e da lì verso il sistema nazionale.

Se i flussi di richieste da parte delle Bcc ad Iccrea non hanno finora mostrato segni di tensione, il "cuscinetto attivo" di alcuni miliardi di euro ordinariamente gestito dall'istituto segnala addirittura una tendenza all'aumento. E un Cbo emesso da Iccrea per conto del sistema è in scadenza non prima del 2010.

Ci sono le condizioni perché questo saldo possa lasciare i depositi presso la Bce e riprendere a circolare nelle vene congelate delle -Mid verso altre banche italiane? "La situazione resta difficile, ma l'attenzione forte del Governo rafforza indubbiamente la cornice operativa in Italia", osserva nuovamente Azzi.

Sui rischi di credit crunch, il presidente fa parlare le cifre:
"A fine marzo il nostro portafoglio impieghi segnava ancora un aumento annuo del 12,2 per cento. Il Credito cooperativo? "Ci hanno spesso considerato un assurdo economico, al massimo un outsider. Noi al nostro modello siamo sempre stati fedeli. Saremo soddisfatti se ora, caduto un modello, verremo giudicati uno dei modelli possibili per stare bene e a lungo sul mercato".

Antonio Quaglio

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