Come ha reagito la scuola italiana all'impressionante aumento degli studenti stranieri, ormai il 6% della popolazione scolastica? In modo squisitamente italiano, cioè con scarsa sistematicità.
Ha prevalso un modello d'inserimento condotto da parte degli insegnanti su base volontaristica, senza criteri condivisi. Soluzioni "dal basso", che hanno stimolato alcuni territori lasciando in attesa altri: si è così prodotta, scrive il Censis, "una linea di demarcazione tra chi è stato costretto ad affrontare la questione"e chi si trova "in una situazione di stand by".
In generale, la scuola italiana ha costruito di rado adeguate relazioni con la famiglia d'origine degli studenti immigrati (di ben 191 nazionalità) e fatto poco ricorso alle organizzazioni non profit.
Eppure il 75,9% dei docenti si confessa poco preparato ad affrontare culture diverse, il 72,7% lamenta l'assenza di formazione e confronto con altri docenti e il 56,6% ha difficoltà a innovare il curriculum in funzione di una maggiore interculturalità.
Nelle scuole medie ed elementari- comunque la situazione è positiva: non ci sono discriminazioni e il rendimento scolastico è abbastanza soddisfacente.
L'85,1% delle famiglie immigrate valuta positivamente l'inserimento dei propri figli e solo il 2,7% ha avuto esperienze completamente negative. Più difficile la relazione con le famiglie italiane: solo il 46,3% delle mamme straniere ritiene di avere buoni od ottimi rapporti con gli altri genitori, mentre il 16,9% giudica tali rapporti del tutto insoddisfacenti (al Nord-Ovest il 24%).
Maurizio Regosa
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