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“Un figlio autistico e non siamo aiutati”

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"Non abbiamo ancora ricevuto l'acconto per il 2009 del contributo aiuto alle famiglie da parte dell'Ulss 16 per il sostegno di mio figlio che da diversi anni curiamo in famiglia con l'aiuto di un operatore qualificato e tanti sacrifici. Alla nostra situazione già complessa si aggiunge anche quella di faticare per ottenere ciò che ci è stato concesso per la disabilità di mio figlio".


A raccontare il suo calvario di lettere e incontri caduti nel nulla è Emilio D., padre di un ragazzo 34 anni affetto da autismo. "Per alcuni anni mio figlio ha frequentato delle strutture - racconta - ma diventava sempre più violento e la nostra situazione familiare era diventata insostenibile. Così decidemmo di curarlo a casa, nonostante il parere contrario della psichiatra che lo ha in cura fin da bambino. Con grandissimi sforzi abbiamo proseguito su questa strada ottenendo dei risultati".


Da qui il padre racconta il difficile percorso per equiparare la disabilità intellettuale di suo figlio a quella motoria, potendo così avere accesso alla legge 162/98 per ottenere un contributo per continuare a ad assistere il figlio in casa. "Alla fine del 2008 l'Ulss mi scrive che devo regolarizzare l'operatore senza ricevere alcuna rendicontazione sulla regolarizzazione - continua il padre -, e io ho continuo a fare quello che fino a quel momento avevo messo in atto per aiutare mio figlio".


A gennaio di quest'anno il padre non vede arrivare alcun acconto del contributo riferito al 2009, scrive alla dirigenza dell'Azienda ospedaliera non ottenendo alcuna risposta. "Per conoscenza ricevo una comunicazione che l'Ulss aveva fatto alla Regione -continua Emilio - e nella quale si capisce che gli interventi sono già stati erogati, ma io non ho ricevuto proprio nulla".

Il padre racconta poi negli ultimi incontri con l'Ulss di non andati a buon fine e di non aver ricevuto alcuna comunicazione facilitata che il figlio seguiva da alcuni anni all'Iride, sospeso a febbraio del 2008 senza avvisi.
"Rivolgo il mio appello alle famiglie che vivono le mie stesse difficoltà - commenta il padre - affinché insieme possiamo fare forza comune contro questi silenzi".




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