Roma, 19 mar. - Il consiglio dei ministri di oggi ha impugnato, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, alcune leggi regionali del Veneto, dell'Umbria e della Basilicata. Lo riferisce in una nota lo stesso ministero per i Rapporti con le Regioni. In particolare, e' stata impugnata la legge regionale del Veneto n.5/2010 recante: ''Norme per favorire la partecipazione dei lavoratori alla proprieta' e alla gestione d'impresa''. "La legge regionale, che detta norme per favorire e sostenere la partecipazione dei lavoratori dipendenti di societa' di capitali, di societa' di persone e di imprese individuali, alla gestione delle imprese stesse e alla determinazione dei relativi obiettivi -spiega il ministero per i Rapporti con le Regioni- presenta aspetti di illegittimita' costituzionale relativamente alla disposizione che prevede la facolta' della Giunta regionale di concedere agevolazioni ai lavoratori e alle imprese che possono consistere anche in esenzioni o riduzioni di tributi".
"Tali previsioni - spiega il ministero - risultano illegittime sia per la indeterminatezza e l'ampiezza dell'ambito di applicazione, in violazione quindi del principio di buon andamento della pubblica amministrazione di cui all'articolo 97 della Costituzione, sia per l'attribuzione della competenza a concedere agevolazioni fiscali alla Giunta regionale, spostando la competenza dall'organo legislativo all'organo esecutivo, e determinando quindi la violazione dell'articolo 23 della Costituzione, che prevede la riserva di legge in materia tributaria. Come piu' volte richiamato dalla Corte Costituzionale, e' preclusa alle regioni la facolta' di legiferare su tributi istituiti e disciplinati da legge statale, tra i quali, allo stato delle legislazione vigente, vanno annoverati anche i 'tributi regionali'".
"Pertanto - sottolinea il ministero - le suddette disposizioni sono illegittime per violazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione, che attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva in materia di sistema tributario e contabile dello Stato". "Si tratta di impugnativa cautelare, in attesa di una modifica delle norme regionali censurate", ha dichiarato il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. "Il Governo quindi - ha affermato - procedera' a rinunciare all'impugnativa, non appena la Regione avra' apportato le necessarie modifiche, gia' concordate". Il Cdm ha poi impugnato la legge dell'Umbria n.5/2010 recante: ''Disciplina delle modalita' di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche''.
Roma, 19 mar. - Il consiglio dei ministri di oggi ha impugnato, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, alcune leggi regionali del Veneto, dell'Umbria e della Basilicata. Lo riferisce in una nota lo stesso ministero per i Rapporti con le Regioni. In particolare, e' stata impugnata la legge regionale del Veneto n.5/2010 recante: ''Norme per favorire la partecipazione dei lavoratori alla proprieta' e alla gestione d'impresa''. "La legge regionale, che detta norme per favorire e sostenere la partecipazione dei lavoratori dipendenti di societa' di capitali, di societa' di persone e di imprese individuali, alla gestione delle imprese stesse e alla determinazione dei relativi obiettivi -spiega il ministero per i Rapporti con le Regioni- presenta aspetti di illegittimita' costituzionale relativamente alla disposizione che prevede la facolta' della Giunta regionale di concedere agevolazioni ai lavoratori e alle imprese che possono consistere anche in esenzioni o riduzioni di tributi".
"Tali previsioni - spiega il ministero - risultano illegittime sia per la indeterminatezza e l'ampiezza dell'ambito di applicazione, in violazione quindi del principio di buon andamento della pubblica amministrazione di cui all'articolo 97 della Costituzione, sia per l'attribuzione della competenza a concedere agevolazioni fiscali alla Giunta regionale, spostando la competenza dall'organo legislativo all'organo esecutivo, e determinando quindi la violazione dell'articolo 23 della Costituzione, che prevede la riserva di legge in materia tributaria. Come piu' volte richiamato dalla Corte Costituzionale, e' preclusa alle regioni la facolta' di legiferare su tributi istituiti e disciplinati da legge statale, tra i quali, allo stato delle legislazione vigente, vanno annoverati anche i 'tributi regionali'".
"Pertanto - sottolinea il ministero - le suddette disposizioni sono illegittime per violazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione, che attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva in materia di sistema tributario e contabile dello Stato". "Si tratta di impugnativa cautelare, in attesa di una modifica delle norme regionali censurate", ha dichiarato il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. "Il Governo quindi - ha affermato - procedera' a rinunciare all'impugnativa, non appena la Regione avra' apportato le necessarie modifiche, gia' concordate". Il Cdm ha poi impugnato la legge dell'Umbria n.5/2010 recante: ''Disciplina delle modalita' di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche''.
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