Venezia, 9 feb. ''E' stato un intervento giocato tra l'autocelebrazione e l'autoassoluzione e che ha confermato ancora una volta tutto lo sprezzo che il presidente Galan nutre nei confronti delle istituzioni democraticamente elette''. Cosi' il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto, Giovanni Gallo commenta l'intervento in aula tenuto oggi dal presidente della Giunta regionale, Giancarlo Galan. ''L'unica sua preoccupazione - prosegue Gallo - e' stata quella di lasciare una sorta di testamento nel quale ai posteri viene comunicato che in questi ultimi 15 anni c'e' stato un sol uomo al comando. Cinque lustri nei quali, secondo Galan, tutto cio' di buono che e' stato fatto e' merito suo, mentre per i fallimenti bisogna puntare il dito sull'inefficienza del Consiglio regionale''.
''La verita' e' - afferma ancora il capogruppo del Pd - che Galan ha fatto tante chiacchiere e pochi fatti: basti pensare ai proclami sul federalismo, fronte sul quale Galan si e' dimostrato incapace di gestire la partita e di ottenere maggiori poteri dallo Stato. Gli unici risultati concreti del presidente uscente - prosegue - sono stati quelli di svuotare di poteri il Consiglio regionale, di accentrarli attorno alla propria persona e, contemporaneamente, di creare un perenne conflitto tra Regione e amministrazioni locali, rapporto che oggi come non mai necessita di un riequilibrio nell'attribuzione verso il basso di competenze e funzioni. Insomma Galan ha dato vita ad un autentico centralismo''.
''Diventa allora troppo comodo - conclude Giovanni Gallo - dare la colpa al Consiglio se in tutto questo tempo trascorso non e' stato approvato il nuovo Statuto del Veneto: in realta' a non volere questa svolta e' stato proprio Galan, visto che l'introduzione della nuova Carta regionale avrebbe significato per lui mettere uno stop ad una sua eventuale rielezione alla guida del Veneto. Cosa che poi e' avvenuta per scelta di Berlusconi e Bossi. Insomma oggi si e' celebrato il funerale dell'era Galan: noi non ci addoloriamo, ma non ci pare che nemmeno tra i banchi del centrodestra si siano versate lacrime di dolore''.
Venezia, 9 feb. ''E' stato un intervento giocato tra l'autocelebrazione e l'autoassoluzione e che ha confermato ancora una volta tutto lo sprezzo che il presidente Galan nutre nei confronti delle istituzioni democraticamente elette''. Cosi' il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto, Giovanni Gallo commenta l'intervento in aula tenuto oggi dal presidente della Giunta regionale, Giancarlo Galan. ''L'unica sua preoccupazione - prosegue Gallo - e' stata quella di lasciare una sorta di testamento nel quale ai posteri viene comunicato che in questi ultimi 15 anni c'e' stato un sol uomo al comando. Cinque lustri nei quali, secondo Galan, tutto cio' di buono che e' stato fatto e' merito suo, mentre per i fallimenti bisogna puntare il dito sull'inefficienza del Consiglio regionale''.
''La verita' e' - afferma ancora il capogruppo del Pd - che Galan ha fatto tante chiacchiere e pochi fatti: basti pensare ai proclami sul federalismo, fronte sul quale Galan si e' dimostrato incapace di gestire la partita e di ottenere maggiori poteri dallo Stato. Gli unici risultati concreti del presidente uscente - prosegue - sono stati quelli di svuotare di poteri il Consiglio regionale, di accentrarli attorno alla propria persona e, contemporaneamente, di creare un perenne conflitto tra Regione e amministrazioni locali, rapporto che oggi come non mai necessita di un riequilibrio nell'attribuzione verso il basso di competenze e funzioni. Insomma Galan ha dato vita ad un autentico centralismo''.
''Diventa allora troppo comodo - conclude Giovanni Gallo - dare la colpa al Consiglio se in tutto questo tempo trascorso non e' stato approvato il nuovo Statuto del Veneto: in realta' a non volere questa svolta e' stato proprio Galan, visto che l'introduzione della nuova Carta regionale avrebbe significato per lui mettere uno stop ad una sua eventuale rielezione alla guida del Veneto. Cosa che poi e' avvenuta per scelta di Berlusconi e Bossi. Insomma oggi si e' celebrato il funerale dell'era Galan: noi non ci addoloriamo, ma non ci pare che nemmeno tra i banchi del centrodestra si siano versate lacrime di dolore''.
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