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Intervista All’On Paniz- PDL

Paniz: "L'Italia deve recuperare lo spirito di sacrificio"

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E’ il messaggio che l’Onorevole Paniz, autorevole esponente del PDL ha voluto lanciare la scorsa sera in occasione del confronto sulla giustizia tenutosi alla festa tricolore di Anguillara Veneta. Messaggio sottolineato e ribadito qualche minuto più tardi, durante l’intervista che l’Onorevole ci ha concesso.
Da poche ore si era concluso il dibattito alla Camera sul decreto corruzione, momento che aveva portato con se' strascichi polemici tra le varie componenti parlamentari, con un astensionismo significativo tra le file del centro destra ed una dichiarazione di voto del capogruppo PDL, On. Cicchitto, che aveva il sapore di un vero e proprio diktat al Governo Monti. Tornando sull’argomento, l’On Paniz ha sottolineato come "in realtà è stata data un'accelerata improvvisa ed immotivata ad una materia che aveva percorso gran parte dell’iter di commissione [...]. Ma quello che più preoccupa è lo stravolgimento impresso alle norme con l’introduzione di reati non tipizzati, come il “traffico d’influenza”, che rendono l’attività del politico, come di qualsiasi altra persona, ostaggio di una discrezionalità giudiziaria di cui non se ne sentiva certo il bisogno". "La cosa strana, sottolinea ancora Paniz, è che fino a pochi mesi fa si imputava il Governo Berlusconi di produrre leggi ad personam , ora si tace su norme che prescrivono di fatto i reati commessi dall’esponente del PD Penati". Il diktat dell’On Cicchitto è quindi la naturale conseguenza di un tentativo da parte del PDL di sottrarsi dal ruolo di ratificatore di norme non condivise. Ecco quindi la levata di scudi sulla responsabilità dei magistrati, che l’Avvocato Paniz ritiene da tecnico importante anche se in alcuni tratti eccessiva, anche perché il vero problema sta “nella lentezza dei processi che genera l’assenza di certezza del diritto”.

I recenti sondaggi che fanno del Movimento Cinque Stelle di Grillo il secondo partito, proprio a danno del PDL, rischiano di generare un dibattito che ha il sapore di un aut aut per il Governo Monti , con il rischio dell’apertura di una crisi con tutti i crismi costituzionali del caso. Perché se da un lato , come puntualizza Paniz, il PDL si è assunto la responsabilità di sostenere questo Governo per poter permettere riforme e manovre che in quel momento nessuna forza politica avrebbe potuto attuare, dall’altro non ci sta a fare da garante di misure che non gli appartengono , quale ad esempio l’introduzione dell’IMU. Se da un lato il Professore gode di un certo status di alto profilo in ambito europeo , la sua azione dal lato dello sviluppo è del tutto inadeguata , e non si potranno accettare altre manovre che vadano a mettere le mani nelle tasche degli italiani , cosa che il Governo guidato dal Cavaliere “non ha mai fatto” nel corso del suo mandato.

La crisi che ha investito il nostro continente sta creando problemi non solo ai Paesi con equilibri finanziari poco stabili, ma la stessa Merkel si sta accorgendo che la Germania non può considerarsi immune da queste dinamiche. Ma mentre in questi Stati è possibile tagliare dipendenti pubblici in eccesso per il 15%, senza che nessuno ne faccia una guerra civile, in Italia “non siamo in grado di tagliare nemmeno un posto di lavoro” senza che si scateni l’apocalisse. Come se non bastasse la flessibilità , che può sicuramente costituire un vettore di crescita, è stata percepita e trasformata in un comportamento culturalmente errato da parte dei cittadini.

“L’italiano non ha più lo spirito di una volta, oggi si ricerca un lavoro ,non faticoso, possibilmente vicino casa e con la sacralità del week end”. Una volta in tempi di difficoltà , questa nazione rispondeva lavorando anche la domenica se necessario e ricoprendo qualsiasi tipo di professione che ad oggi risultano scartate a priori (camerieri, infermieri eccc). "Certo, sottolinea l’Onorevole, non è questo il problema principale, ma questo spirito che Berlusconi cercava di richiamare nei suoi interventi è quello che può fare la differenza ed accorciare i tempi della ripresa. Se in Italia 19 milioni sono i pensionati, 6 milioni i baby pensionati, 11 milioni i dipendenti pubblici e 7 milioni sono la parte produttiva, “come si può pensare che in un tale disequilibrio possa lo Sato Italia rendere sostenibile il suo bilancio di spesa?”.


A ben guardare ci si chiede, come alla luce di questo stato di cose e tenendo presente della maggioranza parlamentare in possesso del governo Berlusconi a suo tempo, non si sia riusciti a porre in essere un sistema di riforme serio , come del resto palesato in campagna elettorale. Forse proprio da qui nasce la caduta di consenso della PDL e sicuramente sempre da qui occorre ripartire per una trasformazione di un partito che ha goduto della leadership del Cavaliere e che vede in Angelino Alfano un “ottimo politico” , ma altra stoffa. Secondo Paniz la politica è sempre più espressione dell’uomo in quanto tale e non in quanto iscritto ad un partito, quindi il rilancio del PDL e del Centro/Destra “passa necessariamente dagli uomini che lo compongono e non semplicemente dal singolo”.

Luigi Del Giacco
luisdelgiacco@gmail.com
 

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