Venezia 17 apr. - Il numero degli articoli e' rimasto lo stesso (64 piu' quello che stabilisce l'entrata in vigore, il giorno successivo la sua pubblicazione) ma lo Statuto regionale che il presidente Zaia oggi ha promulgato disegna un Veneto ben diverso da quello del 1970. Le novita' si intravedono gia' nel primo titolo, dedicato ai principi generali. I cinque articoli che nello statuto del '70 definivano l'identita' e il ruolo della neonata istituzione regionale sono diventati dieci e declinano con puntualita' scenario, valori e obiettivi di una Regione che sin dal primo comma del primo articolo, si proclama "autonoma".
Scompare il richiamo di quarant'anni fa all'"unita' della repubblica italiana" sostituito con un piu' blando rinvio all'"armonia con la Costituzione italiana e con i principi dell'ordinamento dell'Unione europea". Nel nuovo Statuto entrano 'nuovi' veneti: quelli sparsi nel mondo, citati sin dal primo articolo, e con i quali la Regione si impegna a mantenere legami e scambi "favorendo la continuita' di rapporto e di pensiero"; le minoranze, verso le quali la regione professa riconoscimento e tutela (art. 2); e gli immigrati, nei confronti dei quali la Regione si impegna ad agire "secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalita'", in base al "particolare legame con il territorio" (art. 5), ma garantendo comunque il pieno riconoscimento dei diritti a tutti i minori.
(Adnkronos)
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