Venezia, 15 mar. - E' senza tentennamenti la presa di posizione di Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, sul fronte del nucleare: 'Su questo argomento ci sono troppi distinguo della Lega: a Roma Luca Zaia vota in Consiglio dei Ministri il via al nucleare, qui in Veneto tentenna o rimanda una presa di posizione chiara a dopo il voto del 28-29 marzo. E nel suo programma la parola "nucleare" non e' neanche citata, forse perche' non puo' sconfessare se stesso'.
Per Bortolussi invece la scelta e' netta e precisa: 'La mancata approvazione del Piano Energetico Regionale in materia di fonti rinnovabili da parte di Pdl e Lega e' l'ennesima dimostrazione di una mancanza di programmazione e di strategia per il Veneto. Il mio "no" al nucleare non e' una questione ideologica, ma ragionata e suffragata da alcuni dati di fatto. Le fonti di energia non sono inesauribili e hanno costi elevati. Ridurre i consumi e l'impatto delle emissioni inquinanti e' possibile: al primo posto c'e' il risparmio energetico, una vera e propria sfida per il futuro. Secondo una stima dell'Enea, adottando serie politiche di risparmio, si potrebbe abbattere del 20% il consumo di energia primaria e quindi la bolletta energetica''.
Secondo Bortolussi infatti ''Con un investimento su scala nazionale di 8,2 miliardi di euro, la produzione attivata sarebbe pari a 20 miliardi di euro, il valore aggiunto creato di 15 miliardi, l'incremento dell'occupazione di 150mila unita' e l'incremento complessivo del Pil dell'ordine dello 0,6%, ottendendo nel contempo un miglioramento dell'ambiente. E poi in Veneto si possono e si debbono incentivare le le produzioni di energia a basso impatto ambientale. Con la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, la nostra regione raggiungera' il 90% di autosufficienza energetica''.
Venezia, 15 mar. - E' senza tentennamenti la presa di posizione di Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, sul fronte del nucleare: 'Su questo argomento ci sono troppi distinguo della Lega: a Roma Luca Zaia vota in Consiglio dei Ministri il via al nucleare, qui in Veneto tentenna o rimanda una presa di posizione chiara a dopo il voto del 28-29 marzo. E nel suo programma la parola "nucleare" non e' neanche citata, forse perche' non puo' sconfessare se stesso'.
Per Bortolussi invece la scelta e' netta e precisa: 'La mancata approvazione del Piano Energetico Regionale in materia di fonti rinnovabili da parte di Pdl e Lega e' l'ennesima dimostrazione di una mancanza di programmazione e di strategia per il Veneto. Il mio "no" al nucleare non e' una questione ideologica, ma ragionata e suffragata da alcuni dati di fatto. Le fonti di energia non sono inesauribili e hanno costi elevati. Ridurre i consumi e l'impatto delle emissioni inquinanti e' possibile: al primo posto c'e' il risparmio energetico, una vera e propria sfida per il futuro. Secondo una stima dell'Enea, adottando serie politiche di risparmio, si potrebbe abbattere del 20% il consumo di energia primaria e quindi la bolletta energetica''.
Secondo Bortolussi infatti ''Con un investimento su scala nazionale di 8,2 miliardi di euro, la produzione attivata sarebbe pari a 20 miliardi di euro, il valore aggiunto creato di 15 miliardi, l'incremento dell'occupazione di 150mila unita' e l'incremento complessivo del Pil dell'ordine dello 0,6%, ottendendo nel contempo un miglioramento dell'ambiente. E poi in Veneto si possono e si debbono incentivare le le produzioni di energia a basso impatto ambientale. Con la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, la nostra regione raggiungera' il 90% di autosufficienza energetica''.
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