Verona, 12 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - La decisione della multinazionale GlaxoSmithKline di ristrutturare il settore delle ricerche, con la chiusura di sei centri nel mondo fra cui il sito di Verona, "non pregiudica la continuita' delle altre attivita' industriali presenti a Verona dal 1932". Lo precisa l'azienda in una nota, respingendo seccamente "speculazioni destituite di ogni fondamento" come, ad esempio, quelle relative un "trasferimento della produzione in Cina".
La riorganizzazione prevista "riguarda il solo settore delle ricerche e non mette in alcun modo in discussione la continuita' delle altre attivita' presenti nel polo di Verona - puntualizza ancora l'azienda - cioe' la produzione di antibiotici per oltre 120 Paesi e le strutture del quartier generale di Gsk Italia, inoltre non 'tocca' il resto delle attivita' produttive svolte a Parma e quelle commerciali di Milano e nel resto d'Italia".
"Speculazioni destituite di ogni fondamento come, ad esempio, un trasferimento della produzione in Cina, non solo creano confusione e ingiustificate ansie nella popolazione e nei dipendenti - sottolinea Gsk - ma ostacolano anche ogni forma di dialogo fra le parti sociali, quale mezzo per trovare soluzioni al problema concordate e soprattutto a favore dei lavoratori".
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La riorganizzazione prevista "riguarda il solo settore delle ricerche e non mette in alcun modo in discussione la continuita' delle altre attivita' presenti nel polo di Verona - puntualizza ancora l'azienda - cioe' la produzione di antibiotici per oltre 120 Paesi e le strutture del quartier generale di Gsk Italia, inoltre non 'tocca' il resto delle attivita' produttive svolte a Parma e quelle commerciali di Milano e nel resto d'Italia".
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