Direttamente dall'album dei ricordi, ecco la pagina amara dei playoff del 2003. All'Euganeo, Padova-Albinoleffe, semifinale di andata, termina 2-1 in favore degli ospiti, con una rete da centrocamp... (continua).
Direttamente dall'album dei ricordi, ecco la pagina amara dei playoff del 2003. All'Euganeo, Padova-Albinoleffe, semifinale di andata, termina 2-1 in favore degli ospiti, con una rete da centrocampo ed un rigore a tempo scaduto.Com'e' strano il mondo del calcio. Ed affascinante, verrebbe da dire, tanto strane sono le dinamiche che talvolta si innescano. Vi sono domeniche che comportano un cambio di rotta, nel bene o nel male. Vittorie (o sconfitte), in grado di cambiare il corso della storia di una societa.
Una domenica di fine maggio del 2003, la Padova pallonara si trovo' ad un bivio, dopo cinque anni di sofferenze, con una ferita ancora fresca per due anni di C2 sul groppone, al termine di una stagione a fasi alterne in cui una squadra di onesti professionisti aveva, senza troppiu' fronzoli neeacute; chiacchiere, raggiunto l'ultimo gradino disponibile per i playoff. Sognare e rinascere, oppure rimanere li' , a calcare campetti di periferia.
Era stato un torneo particolare, quello del 2002/03, con la Societa in gravi difficolta economiche, senza il ritiro estivo in montagna, un mercato fatto di pochi spiccioli e l'ossatura della squadra modellata ancora sulla base del gruppo che aveva riportato il Padova in C1 dagli inferi della quarta serie del calcio nazionale nel 2001. Con i gol, tuttavia, di un ragazzo campano che rispondeva al nome di Ciro Ginestra: 21 in tutto, nelle 34 partite di stagione regolare, con la palma di miglior marcatore del girone, superando un ex neppure troppo simpatico quale Mirko Gasparetto.
I playoff, quella che sarebbe divenuta autentica chimera per un altro lustro da li' in avanti, erano stati raggiunti non senza qualche sofferenza. Padova-Albinoleffe era la sfida in programma all'Euganeo, domenica 25 maggio 2003, in una giornata calda, anzi caldissima, anticipo di un'estate passata poi alla storia come una delle piu' torride degli ultimi decenni.
Dopo tanto penare, la citta aveva risposto alla grande. Almeno 12.000 i tifosi sugli spalti di un Euganeo che mai si era riempito cosi' , per una gara del Padova, nelle funeste annate precedenti. Un colpo d'occhio notevole, con la Curva Sud piena e ribollente gia un'ora prima del match. L'occasione, del resto, era di quelle da non lasciarsi sfuggire. Un'opportunita cosi' importante da scomodare le autorita cittadine, i bersaglieri in marcia lungo la pista di atletica, centinaia di tifosi ritornati sugli spalti magari dopo anni di disamoramento.
Tutte carte vincenti: la passione, l'entusiasmo, la volonta di riemergere dalle ceneri di una Societa decaduta rispetto agli antichi fasti.

Il caldo e' insopportabile, all'Euganeo. Il Padova si presenta con poca benzina in corpo, dopo una seconda parte di girone di ritorno in leggero affanno. L'Albinoleffe, invece, e' squadra che gioca a memoria, messasi in luce nel corso del torneo per la brillantezza nel gioco offensivo e trame 'essenziali'.
Partono meglio i biancoscudati e dopo un paio di minuti, l'Euganeo esplode. Sugli sviluppiu' di un calcio d'angolo, Porrini colpisce di testa e la sfera sbatte sulla traversa prima di rimbalzare in porta. E' dentro, di almeno 30 centimetri, dicono di averlo visto pure a 100 metri di distanza, dalla Curva. Chi non e' d'accordo, tuttavia, e' l'assistente dell'arbitro Rocchi, che non convalida.
Il Padova gioca, corre, lotta. Tutto perfetto, fino al 10', o quasi. L'Albinoleffe guadagna una punizione al centro del campo, riorganizzando i ranghi. Regonesi, un terzino dal sinistro vellutato, sistema la sfera ed osserva il piazzamento dei compagni d'attacco. Vede anche Colombo, il portiere biancoscudato, a spasso per l'area di rigore. Forse, sul prato dell'Euganeo v'e' qualche margherita da cogliere? Distrazione o meno, non ha importanza. Cio' che conta e' che il pallone calciato da distanza siderale, si inarca e va a descrivere una parabola diretta in porta, proprio sotto l'incrocio dei pali. Incredibile, l'Albinoleffe e' in vantaggio.
Nello sconcerto generale, l'Euganeo riprende fiato. In Curva e' un tripudio di bandiere biancoscudate, i cori si alzano possenti e scuotono l'aria umida. Il Padova ci prova, ma Ginestra spara a salve. Anche Succi non sembra in gran forma e l'Albinoleffe e' squadra quadrata, tanto che il primo tempo finisce cosi' , con gli ospiti a festeggiare l'insperato vantaggio.
Nella ripresa, il Padova scende in campo con piu' convinzione, attaccando a testa bassa. Tasso e' un mastino a centrocampo e Bergamo pennella palloni per gli attaccanti a ripetizione. A far esultare l'Euganeo, questa volta sul serio, e' forse il piu' criticato dei calciatori biancoscudati durante l'arco del torneo. Alessandro Orlando, con il piede preferito batte di gran forza verso Acerbis; una deviazione tradisce il portiere ed il Padova fa 1-1.
L'Euganeo ribolle, in un crescendo di tifo e calore che porta il Padova sempre avanti, alla cieca, alla ricerca del vantaggio. Gustinetti copre la sua squadra, mentre Frosio getta nella mischia Pietranera e Rossetti, spostando avanti il baricentro. Il Padova ci prova, pur in apnea, quando le forze vengono a mancare. L'Albinoleffe si difende e riparte in contropiede, mettendo ogni volta i brividi Marcuz e compagni.
Quando i giornalisti in sala stampa stanno gia per chiudere i propri pezzi con l'1-1 finale, Rocchi di Firenze indica il dischetto. E' l'Albinoleffe a guadagnare la massima punizione, allo scadere del terzo minuto di recupero. Stessa area di rigore, stessa situazione di quanto visto l'8 dicembre precedente, quando in campionatola squadra bergamascastrappo' il 3-3 finale proprio con un rigore. Il battitore? Lo stesso, naturalmente, il centrocampista Carobbio, che con la freddezza di un felino fa secco Colombo e corre a festeggiare con i compagni.
Le speranze del Padova in realta svaniscono qui, con la squadra a capo chino verso gli spogliatoi, mentre dalla Sud viene malinconicamente staccato il gigantesco striscione recante la scritta 'Cio' per cui combattiamo ci rende nobili eroi in nome di Padova... VINCERE!' ed il pubblico, afflitto, guadagna le uscite. Non bastera il gol di Ginestra nella gara della settimana successiva, non basteranno 2.000 fedelissimi a Cremona, con la speranza di un'impresa per andare in finale.
Eccola qui, la sottile linea di confine tra il rimanere nell'ombra ed il rinascere dopo anni di frustrazioni. Ecco cosa significa capire come una sconfitta, un risultato negativo, puo' segnare la fine di un'era e l'inizio di un'altra, con tutte le difficolta del caso. E' la legge del calcio.
Quella squadra di onesti professionisti sbaglio' una partita, perdendo la posta in palio di un'intera stagione. Venne smembrata, con presunzione, l'estate successiva, per far spazio ad altri valori, quelli dei curriculum da Serie A, di allenatori saccenti e regolarmente esonerati. L'Albinoleffe? Umilio' anche il Pisa e se ne ando' in Serie B, inaugurando una nuova favola di provincia. Quando una partita puo' cambiare davvero la storiaehellip;
Padova, 25/05/2003
Padova: Colombo, Marcuz, Orlando, Tasso, Porrini (60' Antonioli), Recchi, Pellizzaro (73' Rossetti), Bergamo, Ginestra, Sotgia, Succi (69' Pietranera). All.: Frosio
Albinoleffe: Acerbis, Garlini, Regonesi, Carobbio, Biava, Sonzogni, Raimondi (87' Teani), Del Prato, Bonazzi (46' Bernardi), Gobbi, Araboni (67' Poloni). All.: Gustinetti
Arbitro: Rocchi di Firenze
Marcatori: 9' Regonesi (A), 54' Orlando (P), 93' Carobbio (Rig.) (A)
Marco Lorenzi - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
(Tratto da Biancoscudati.net)
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