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Calcio Padova, i primi 4 mesi tra i cadetti

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25 punti in classifica, 22 gol fatti, 20 subiti. Questo il bilancio numerico del Padova nella prima parte della stagione che lo ha visto tornare fra i protagonisti del calcio che conta. Lasciando da parte per un attimo le cifre, a ben guardare si può dividere in due parti il campionato finora disputato dai biancoscudati: una prima fase col vento in poppa, sfruttando alla grande l'effetto sorpresa, e un ultimo mese davvero sottotono con 5 sconfitte in 6 partite e un vistoso, quanto fisiologico, livellamento verso il basso del gioco.

Non c'è mai stata la sensazione che la squadra andasse avanti grazie alle capacità di un singolo giocatore, ma sempre grazie a uno sconfinato spirito di gruppo che rappresenta senza dubbio il merito più elevato del tecnico Sabatini. Certo non staremmo qui a parlare di un buon inizio di stagione se non ci fossero stati i gol e l'infinita generosità di Totò Di Nardo, le geometrie e l'esperienza di Italiano, la bravura tra i pali di Agliardi o la caparbietà di Bovo. E' stato però il gruppo la vera arma in più di questo Padova che si avvicina a festeggiare il centenario della sua storia.

Tutto è partito in un'afosa serata d'agosto all'Euganeo contro il Modena, quando Di Nardo regalò, dopo la decisiva doppietta contro la Pro Patria nei playoff, il primo sorriso ai tifosi biancorossi. Dopo le due trasferte di Reggio e Frosinone si capisce già che la banda Sabatini darà del filo da torcere a tutti, mostrando inoltre una qualità difficile da vedere solitamente in B. La vittoria sull'Ancona e soprattutto l'apoteosi di Torino issano il Padova al secondo posto e lasciano presagire grandi cose per il proseguo del torneo; ma lo 0-0 casalingo col Gallipoli e la sconfitta all'ultimo minuto di Crotone fermano un po' la corsa di Rabito e Co., che riprende subito con il secco 3-0 rifilato al Mantova e la bella rimonta (da 2-0 a 2-2) in quel di Grosseto. Arrivano poi i due pareggi nei derby con la Triestina e il Cittadella, il successo sulla Salernitana fanalino di coda. Infine le 4 sconfitte che lasciano veramente l'amaro in bocca, visto come si sono manifestate: 2-1 a Lecce dopo aver cullato il sogno dei primi posti col gol di Jidayi, il 2-3 casalingo con l'Empoli dopo una straordinaria rimonta e un'infinita serie di palle-gol, la sconfitta subita in 9 contro 11 col Vicenza e l'unica vera e propria debacle di Sassuolo. Il sereno sembra tornare con l'amore dei tifosi che incoraggiano sempre e comunque la squadra (anche in allenamento) e la vittoria ottenuta grazie ad un gol in fuorigioco di Soncin contro l'ottimo Cesena. Purtroppo il Cobra segnerà nella porta sbagliata ad Ascoli nell'ultima partita dell'anno, regalando ai suoi ex tifosi e a Pillon un Natale più tranquillo.

Tutto sommato è da considerarsi più che sufficiente l'inizio della nuova avventura del Padova. Se ci ricordiamo bene, l'anno era iniziato addirittura con l'esonero di Sabatini dopo lo 0-0 col Legnano!

Andrea Molena



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