Ritorna un derby atteso da 13 anni. Una sfida che opporra nuovamente il biancoscudo al Vicenza. Una sfida da vincere, sul campo e sugli spalti, senza violenzecon la passione nel cuore ... (continua).
Ritorna un derby atteso da 13 anni. Una sfida che opporra nuovamente il biancoscudo al Vicenza. Una sfida da vincere, sul campo e sugli spalti, senza violenzecon la passione nel cuore e la voce per tifare.E' difficile mettere ordine tra le emozioni piu' forti. Lo e' , a maggior ragione, quando il giorno del derby che tutti attendevano, si presenta con un sole timido in un cielo velato da nuvole autunnali.
Padova-Vicenza e' di nuovo realta. Non e' piu' speranza, sogno, illusione di una sfida con la "S" maiuscola: il derby tra i biancoscudati ed i biancorossi berici, e' tornato in grande stile, in Serie B. Con un'attesa, spasmodica e divenuta insopportabile alla vigilia, da parte della tifoserie patavina.
Sull'atmosfera nella citta berica se ne sono scritte e dette un po' in tutte le salse. C'e' chi, tra i supporters vicentini, non reputa quello contro il Padova un derby nel vero senso del termine. C'e' anche chi sostiene che questa sfida valga poco o nulla, se confrontata con il 'vero' derby che oppone il Lanerossi all'Hellas Verona.
Chiacchiere, percheeacute; la mobilitazione e le aspettative che hanno contraddistinto i giorni precedenti a questo sabato 28 novembre, finiscono con lo smentire la tanto decantata volonta di snobbare questa sfida e la tifoseria patavina da parte dei biancorossi vicentini.
Il derby e' questo: e' passione, e' una rivalita storica basata sulle diatribe che le citta portarono avanti in secoli ormai relegati nei libri di storia medievale. Il derby e' il confronto, sempre rispettoso e non violento, tra due tifoserie tra le quali non e' mai corso buon sangue. Il derby e' il derby, fine delle discussioni.
Come tale, dunque, e' una gara che per il Padova rappresenta il vero ritorno in una categoria importante. E' un match di 90 minuti che racchiude anni di sofferenze sportive, di incroci sconsolati con le carovane di tifosi berici in viaggio verso Milano o Torino, mentre il biancoscudo si recava a far visita al Meda, al Moncalieri, al Pizzighettone. E' una sfida da vincere, senza mezzi termini, con il cuore ed il carattere sul campo, con il tifo e la passione sugli spalti. Per un tutt'uno che potrebbe regalare ai 10.000 ed oltre dell'Euganeo, un pomeriggio di meravigliose emozioni.
Sara la gara del colore, del sostegno vocale, degli sfotto' piu' originali e dei boati in grado di 'zittire' idealmente il tifo altrui. Saranno 90 minuti da vivere con il cuore tra le mani, con il biancoscudo marchiato sulla pelle, per portare in alto ancora una volta questi colori.
Poco prima del fischio d'inizio, un istante di confuso silenzio precedera la 'battaglia'. In campo, 11 leoni con la maglia biancoscudata, sugli spalti migliaia di cuori pronti a spingere il Padova fino alla vittoria. Una meta che i tifosi del Padova hanno cullato nella mente per 13 anni. Tanti ne sono trascorsi dall'ultima emozione in un derby che si rispetti.
Carica ragazzi, scateniamo l'inferno!
Marco Lorenzi - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
(Tratto da Biancoscudati.net)
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