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Il voto dei cattolici, Sinigaglia (PD): "Ma chi sono i cattolici DOC?"

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Claudio SinigagliaRiceviamo e pubblichiamo l'intervento di Claudio SInigaglia, candidato consigliere nelle liste del PD per le prossime elezioni regionali, sulle dichiarazioni di esponenti politici locali finalizzate ad accaparrarsi il voto dei cattolici.
Ho letto in questi ultimi giorni alcune dichiarazioni di esponenti politici locali finalizzate ad accaparrarsi il voto dei cattolici.

Penso sia un po' troppo facile strumentalizzare l'appartenenza religiosa e usarla come tiritera elettorale, quasi fosse uno spot pubblicitario... «Solo noi siamo "bianchi" che più "bianchi" non si può».

A ben guardare infatti i cattolici militano in ogni partito. Nel PD a livello nazionale, regionale e locale trovo molti esponenti del cattolicesimo democratico, come la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, il vicesegretario nazionale Enrico Letta, e come, solo per citarne alcuni legati all'esperienza Veneta, l'on. Margherita Miotto, il senatore Paolo Giaretta, i consiglieri regionali Franco Frigo e Andrea Causin, il consigliere provinciale Dino Scantamburlo, il capogruppo a Palazzo Moroni Gianni Berno.

Il senatore Giaretta ricordava alcuni giorni fa che l'esperienza di governo del centrosinistra in Italia ha portato a leggi importanti anche su temi spinosi per la sinistra, come in materia di parità scolastica, evitando battaglie ideologiche proprio perché nel centrosinistra "la tradizione del cattolicesimo democratico ha avuto cittadinanza, peso e buoni argomenti" a differenza ad esempio dell'esperienza Udc al Governo nazionale e regionale.

Il problema, a mio parere, non è tanto nell'appartenenza religiosa quanto nella coerenza politica e nella traduzione dei valori di riferimento cattolici in progettualità politica.

Ad esempio come cattolici dobbiamo affermare (e tradurre in prassi politico-amministrativa) "Prima la persona, prima la famiglia, prima il lavoro, prima l'ambiente..." o ci vanno bene gli slogan "Prima il Veneto" o "In Veneto per i veneti"?

Ci sta a cuore il futuro delle giovani generazioni, puntiamo sulla loro educazione e sulla prevenzione del disagio o tagliamo con brutalità i finanziamenti per la scuola, per i progetti giovanili, per il sostegno alla genitorialità? Nel Veneto purtroppo sta avvenendo questo!

E allora dopo aver sforbiciato il sociale, dopo aver criminalizzato i poveri, dopo aver acuito le disuguaglianze con iniqui provvedimenti regionali siamo sicuri che tutti possano issare la bandiera "noi siamo cattolici doc"?

Sicuramente in una diffusa mentalità individualista, conflittuale e soprattutto di difesa degli interessi personali, non è facile far breccia parlando di comunità e di solidarietà, ma la credibilità e la coerenza in politica si affermano giorno dopo giorno con progetti capaci di dare speranza e di offrire un futuro a ogni persona che abita e lavora nel nostro Paese.

Claudio Sinigaglia


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