Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Gianni Berno, capogruppo PD in consiglio comunale Padova, Dopo le posizioni espresse in consiglio dalla Presidente-CapogruppoRuffini. Nel Consiglio Comunale del 18.1.2010 ci sono state posizioni espresse dalla Presidente del Consiglio Ruffini che non abbiamo condiviso nel merito e nello stile. Ha votato contro la maggioranza in una delibera urbanistica importante (PUA ex Saimp) affiancandosi in questa sua posizione alla sola esponente leghista Mazzetto. Ha poi proposto una raffica di emendamenti sulla delibera dell'Ass. Sinigaglia "Sostegno economico ai lavoratori disoccupati" proponendo una estensione dell'intervento economico, ben sapendo che questo provvedimento andava ad utilizzare ed implementare fondi già stanziati nel 2009 dal Comune, rendendoli più fruibili per specifiche tipologie di lavoratori, come concordato con le rappresentanze sindacali e che non era possibile in questa fase allargare il bacino dei beneficiari. Nonostante l'amministrazione abbia accolto molti emendamenti proposti dalla Ruffini, la Presidente ha scelto di far votare quelli non accolti (nonostante la nostra richiesta di ritiro) schierandosi nel voto insieme ad un centrodestra compatto che argutamente si è infilato nel varco.
Già la collega Ruffini non ha votato con la maggioranza in altre importanti delibere (es. piano casa, tariffe scolastiche, vendita di alcune case di proprietà comunale per reinvestire i fondi in nuovi alloggi etc.). Ci sembra che sinora l'impostazione dell'esponente di RC sia poco attenta a ricercare confronto, equilibrio e sintesi per arrivare a posizioni condivise e quindi ad un voto unitario. La compattezza della nostra maggioranza parla chiaro con i numeri; tutte le altre forze di maggioranza hanno dimostrato la disponibilità a trovare soluzioni e sintesi per arrivare ad un voto unitario sui progetti proposti dall'amministrazione e ci spiace vedere la collega Ruffini vagare ai margini della maggioranza.
Nel Consiglio del 18.1.2010 poi è continuata la "danza" che ormai riteniamo non più sostenibile tra il posto da Presidente ed il posto da Capogruppo. Questi continui cambi di scena e di ruolo non sembrano davvero coerenti con la carica istituzionale assegnatale ad inizio legislatura che richiede una guida costante dei lavori consiliari. Di fatto nella sua interpretazione di Presidente-Capogruppo esercita il ruolo di Presidente se va bene al 50%, in quanto a presiedere metà del tempo sono i vicepresidenti Avruscio e Cavazzana. I colleghi consiglieri si aspettano uno stile diverso.
Gianni Berno
Capogruppo PD
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