Il diffondersi della corruzione, l'aumentata capacità di penetrazione delle mafie negli enti locali, l'intollerabile fardello dell'evasione fiscale, il riproporsi di scandali che investono i titolari di incarichi pubblici, sono fattori che contribuiscono ad allontanare i cittadini dalla politica e a drenare risorse pubbliche altrimenti destinate alla realizzazione di opere e servizi per la collettività, impoverendo così la qualità dell'azione amministrativa e minando alla radice i fondamenti della democrazia.
E' stato presentata oggi a Palazzo Moroni dall'assessore e referente nazionale di Avviso Pubblico Claudio Piron insieme a Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico e Alberto Vannucci, membro del gruppo di lavoro estensore del codice etico, la Carta di Pisa: un patto etico per una politica credibile, un appello alla politica e ai candidati alle prossime elezioni 2012.
"La Carta è un patto etico che l'associazione dei Comuni che lavorano contro la mafia propone e chiede di sottoscrivere a tutti i candidati alle prossime elezioni e a tutte le Amministrazioni comunali - spiega l'assessore Piron - Un impegno in nome della legalità democratica ispirata ai principi e ai valori della nostra Costituzione. Oggi più che mai noi amministratori dobbiamo dare l'esempio perchè il cittadino non vuole più parole ma fatti concreti. Dobbiamo lambire la sfiducia nelle istituzioni, per una ripartenza, credibile".
Il 96% dei cittadini considera la corruzione fenomeno pericoloso, una minaccia seria, da combattere, e il 12% degli italiani, nel corso del 2011, si è visto chiedere una tangente, un dato che denuncia la presenza di una corruzione che investe la vita quotidiana. Sono 202 i decreti di sciolgimento di enti locali per infiltrazioni mafiose dal 1991 ad oggi. 85 i beni confiscati solo nel Veneto. Il giro d'affari mafioso, della corruzione e dell'evasione fiscale viene stimato rispettivamente in 150 miliardi, 60 miliardi, 120 miliardi di euro all'anno. Di fronte ad uno scenario simile, è illusorio pensare che la situazione possa volgere ad un miglioramento contando solo sull'azione svolta dalle forze dell'ordine e dalla magistratura. La politica pertanto è chiamata ad agire come soggetto primario e responsabile.
Ecco che la Carta di Pisa, testo elaborato in alcuni mesi durante i quali le versioni provvisorie proposte dal gruppo di lavoro sono state oggetto di confronto e di dibattito con amministrazioni locali, personale della pubblica amministrazione, giuristi, è un riferimento concreto al quale ogni candidato ed ogni amministratore eletto possono ispirarsi per cercare di agire concretamente sul versante della prevenzione delle nuove e più insidiose forme di malaffare e per promuovere la cultura della trasparenza e della legalità.
Per questo motivo, in vista delle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno il 6 e 7 maggio, l'associazione Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie insieme all'assessorato alle Politiche Scolastiche, Educative, Giovanili del Comune di Padova, lanciano un appello tutti i candidati affinché sottoscrivano con un impegno pubblico – e, in caso di elezione, adottino – la "Carta di Pisa", il codice etico elaborato per gli amministratori locali che si propongono di rafforzare e di diffondere la cultura della legalità, della responsabilità e della trasparenza all'interno delle istituzioni.
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