La prima commissione (Bilancio e Affari istituzionali) del Consiglio veneto presieduta da Raffaele Grazia ha approvato a larga maggioranza (astenuti Prc, Pdci e Giampietro Marchese Ulivo-Pd Veneto) il progetto di legge sul trattamento indennitario dei consiglieri.''Si tratta - hanno osservato i rappresentanti sia di maggioranza che di opposizione - di un provvedimento legislativo che si inserisce in una serie di scelte ispirate al risparmio che l'assemblea veneta sta studiando per eliminare quei costi della politica che maggiormente hanno suscitato perplessita' e scalpore nell'opinione pubblica''.
Il testo approvato oggi in commissione conferma la proposta presentata la scorsa settimana, a nome dell'Ufficio di Presidenza, dai vicepresidenti Carlo Alberto Tesserin e Giampietro Marchese ed e' stato ispirato da un ordine del giorno che il Consiglio aveva approvato il 1° febbraio scorso per rivedere la normativa in materia secondo, appunto, criteri di "equita' e sobrieta'".
Sono molti gli aspetti sui quali la proposta interviene: assegno di fine mandato (viene limitato ad un massimo di 10 mensilita', indipendentemente dal numero delle legislature effettuate); eta' pensionabile (viene innalzata a sessantacinque anni); entita' dell'assegno vitalizio (dal 30 al 70 per cento dell'indennita' consiliare, a seconda degli anni di mandato svolto); contributo per spese di malattia e funerarie (viene abolito).
La proposta dell'Ufficio di Presidenza porta, inoltre, da 12 a 30 mesi il periodo minimo di esercizio del mandato necessario, assieme alla contribuzione per almeno 5 anni, per poter godere dell'assegno vitalizio e innalza dal 25 al 30 per cento il contributo versato dai consiglieri per la maturazione della pensione. Novita' anche sul piano assicurativo: la proposta sopprime infatti l'assicurazione per l'assistenza sanitaria integrativa e inverte le percentuali rispettivamente a carico del consigliere e della Regione per l'assicurazione contro i rischi conseguenti all'espletamento del mandato. Con la nuova norma, a partire dalla prossima legislatura, il consigliere paghera' il 70 per cento, e, quindi, la Regione coprira' finanziariamente solo il 30 per cento.
Rispetto al testo dell'Ufficio di Presidenza, quello approvato oggi dalla commissione contiene due novita'. La prima, sollecitata dal capogruppo di An, Piergiorgio Cortelazzo, stabilisce che consiglieri e assessori possano rinunciare, devolvendoli alla Regione, in parte o interamente, ai propri emolumenti al netto delle ritenute obbligatorie.
La seconda, proposta dal capogruppo di Progetto Nord Est Mariangelo Foggiato, prevede che, a partire dalla prossima legislatura, agli assessori ''esterni'' nominati dalla Giunta vengano attribuite le indennita' accessorie e i rimborsi ma non l'indennita' di carica che spetta solo ai membri del Consiglio eletti dai cittadini. Analogamente agli assessori ''esterni'' non spetteranno ne' indennita' di fine mandato ne' assegno vitalizio.
La commissione ha, invece, respinto un emendamento presentato dal consigliere di Rifondazione Pietrangelo Petteno' che chiedeva che la reversibilita' della pensione potesse essere estesa anche ai partner dei consiglieri stabilmente conviventi da almeno due anni prima del decesso. E' stata proprio la bocciatura di questa proposta che ha determinato l'astensione di uno dei firmatari del testo di legge, il vicepresidente dell'assemblea Giampietro Marchese.
(Red-Dac/Pn/Adnkronos)
Il testo approvato oggi in commissione conferma la proposta presentata la scorsa settimana, a nome dell'Ufficio di Presidenza, dai vicepresidenti Carlo Alberto Tesserin e Giampietro Marchese ed e' stato ispirato da un ordine del giorno che il Consiglio aveva approvato il 1° febbraio scorso per rivedere la normativa in materia secondo, appunto, criteri di "equita' e sobrieta'".
Sono molti gli aspetti sui quali la proposta interviene: assegno di fine mandato (viene limitato ad un massimo di 10 mensilita', indipendentemente dal numero delle legislature effettuate); eta' pensionabile (viene innalzata a sessantacinque anni); entita' dell'assegno vitalizio (dal 30 al 70 per cento dell'indennita' consiliare, a seconda degli anni di mandato svolto); contributo per spese di malattia e funerarie (viene abolito).
La proposta dell'Ufficio di Presidenza porta, inoltre, da 12 a 30 mesi il periodo minimo di esercizio del mandato necessario, assieme alla contribuzione per almeno 5 anni, per poter godere dell'assegno vitalizio e innalza dal 25 al 30 per cento il contributo versato dai consiglieri per la maturazione della pensione. Novita' anche sul piano assicurativo: la proposta sopprime infatti l'assicurazione per l'assistenza sanitaria integrativa e inverte le percentuali rispettivamente a carico del consigliere e della Regione per l'assicurazione contro i rischi conseguenti all'espletamento del mandato. Con la nuova norma, a partire dalla prossima legislatura, il consigliere paghera' il 70 per cento, e, quindi, la Regione coprira' finanziariamente solo il 30 per cento.
Rispetto al testo dell'Ufficio di Presidenza, quello approvato oggi dalla commissione contiene due novita'. La prima, sollecitata dal capogruppo di An, Piergiorgio Cortelazzo, stabilisce che consiglieri e assessori possano rinunciare, devolvendoli alla Regione, in parte o interamente, ai propri emolumenti al netto delle ritenute obbligatorie.
La seconda, proposta dal capogruppo di Progetto Nord Est Mariangelo Foggiato, prevede che, a partire dalla prossima legislatura, agli assessori ''esterni'' nominati dalla Giunta vengano attribuite le indennita' accessorie e i rimborsi ma non l'indennita' di carica che spetta solo ai membri del Consiglio eletti dai cittadini. Analogamente agli assessori ''esterni'' non spetteranno ne' indennita' di fine mandato ne' assegno vitalizio.
La commissione ha, invece, respinto un emendamento presentato dal consigliere di Rifondazione Pietrangelo Petteno' che chiedeva che la reversibilita' della pensione potesse essere estesa anche ai partner dei consiglieri stabilmente conviventi da almeno due anni prima del decesso. E' stata proprio la bocciatura di questa proposta che ha determinato l'astensione di uno dei firmatari del testo di legge, il vicepresidente dell'assemblea Giampietro Marchese.
(Red-Dac/Pn/Adnkronos)
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