Si sprecano, in queste ore, i commenti sul risultato elettorale. Ci si chiede se e perché esista una “questione settentrionale”.Sul “se” c’è poco da discutere: lo scriveva ormai quasi vent’anni fa Giorgio Lago e non pare sia stato granchè ascoltato. Sul perché invece è giusto argomentare, ma non è lecito, visti i chiari di luna a livello di leadership, farsi soverchie illusioni: la “questione settentrionale” esisterà fino a che il Nord, e con esso il Veneto, non saranno adeguatamente rappresentati. E, si badi bene, non ne faccio solo un discorso limitato alla politica.
Anche le organizzazioni imprenditoriali, infatti, devono avere ben presente il malessere che serpeggia a queste latitudini.
Noi dell’Ascom di Padova ce ne eravamo fatti interpreti, lo scorso novembre, quando in più di 200 siamo scesi a Roma per sostenere la protesta della Confcommercio tesa a contrastare il passo a questa Finanziaria che sta dispiegando, adesso, i suoi effetti deleteri.
Purtroppo la politica, anche in quell’occasione, non seppe distinguersi.
Con tre lodevoli eccezioni. Quella del sen. Nicola Rossi che già in quella sede si era espresso in modo difforme dalle valutazioni del governo Prodi (portando poi il suo ragionamento alle estreme conseguenze delle dimissioni), quella del sen. Paolo Giaretta che, in un incontro svoltosi all’Ascom ci aveva messo in guardia sulle conseguenze che avrebbero avuto non tanto le tassazioni aggiuntive quanto i dispositivi di prelievo (per intenderci: studi di settore fuori da ogni logica ed azione di recupero “ad alzo zero”) e quella del presidente della provincia, Vittorio Casarin che con noi era sceso a Roma assieme all’assessore Flavio Manzolini per rappresentare una solidarietà vera e non di facciata nei confronti di un tessuto economico importante per il Paese ma importantissimo per questo territorio.
Purtroppo, se mai ce ne fosse stato il bisogno, la politica, in questi mesi, ha fatto di tutto per allontanarsi ancora di più dalle necessità dei cittadini.
Non deve sorprendere, quindi, se la stragrande maggioranza delle gente ritiene il costo della politica insostenibile.
O meglio, ritiene insostenibile il costo di “questa” politica che paga i propri parlamentari quattro volte quello che fanno i tedeschi, che assume 110 autisti e manco uno ha uno straccio di patente, che segue il consigliere regionale fin dentro il loculo visto che gli viene pagato persino il funerale e che (questa è decisamente bella!) rifonde il parlamentare, dietro semplice autodichiarazione, per il cappotto, la sciarpa o la cravatta smarrita.
La verità è che nelle stanze dei bottoni si continua a discutere di cose che poco interessano a chi, come i cittadini ed i commercianti, fa il conto, ogni mattina, con le razzie notturne, col degrado imperante, con l’insicurezza palpabile.
Ha ragione il sindaco Zanonato a dire che il contrasto della criminalità non è di destra nè di sinistra, ma in troppi sembrano fare orecchie da mercante. Anzi, tutto l'impegno sembra rivolto, nell'ordine: ad aumentare il gettito per effetto dell'inasprimento degli studi di settore, ad inventarsi le "gogne fiscali" per dargli addosso al "commerciante ladro" e ad aumentare le tasse locali (addirittura del 58% l'aumento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico per gli ambulanti che operano nel comune di Este). E la sicurezza?
Mi si dice: ma a Napoli è peggio. Rispondo: ma a Barcellona è meglio e io voglio avere la Catalogna moderna ed avanzata come metro di paragone sperando che Napoli, magari, guardi poi a Padova come ad un modello da seguire.
Morale della favola: c'è un Paese reale che guarda con sospetto al Paese "legale". Che diffida della politica ma che pretende un “colpo di reni” anche da parte delle rappresentanze economiche (ed in questo senso credo sia sintomatica la relazione di Montezemolo agli industriali).
Il sindaco di Venezia, Cacciari, parla apertamente di "partito del Nord" per riuscire a farsi ascoltare in quel di Roma. Direi che è bene che anche le nostre confederazioni nazionali comincino a puntare i piedi. Lo scorso novembre una parte di Confcommercio non ci capì e non capì la posta in gioco. Per cui adesso è tempo di agire altrimenti il rischio è quello che qualcuno pensi di fare delle “confederazioni nordiste” del commercio, dell’industria e dell’artigianato. E’ un timore, non certo un auspicio!
Fernando Zilio
Presidente Ascom Padova
Anche le organizzazioni imprenditoriali, infatti, devono avere ben presente il malessere che serpeggia a queste latitudini.
Noi dell’Ascom di Padova ce ne eravamo fatti interpreti, lo scorso novembre, quando in più di 200 siamo scesi a Roma per sostenere la protesta della Confcommercio tesa a contrastare il passo a questa Finanziaria che sta dispiegando, adesso, i suoi effetti deleteri.
Purtroppo la politica, anche in quell’occasione, non seppe distinguersi.
Con tre lodevoli eccezioni. Quella del sen. Nicola Rossi che già in quella sede si era espresso in modo difforme dalle valutazioni del governo Prodi (portando poi il suo ragionamento alle estreme conseguenze delle dimissioni), quella del sen. Paolo Giaretta che, in un incontro svoltosi all’Ascom ci aveva messo in guardia sulle conseguenze che avrebbero avuto non tanto le tassazioni aggiuntive quanto i dispositivi di prelievo (per intenderci: studi di settore fuori da ogni logica ed azione di recupero “ad alzo zero”) e quella del presidente della provincia, Vittorio Casarin che con noi era sceso a Roma assieme all’assessore Flavio Manzolini per rappresentare una solidarietà vera e non di facciata nei confronti di un tessuto economico importante per il Paese ma importantissimo per questo territorio.
Purtroppo, se mai ce ne fosse stato il bisogno, la politica, in questi mesi, ha fatto di tutto per allontanarsi ancora di più dalle necessità dei cittadini.
Non deve sorprendere, quindi, se la stragrande maggioranza delle gente ritiene il costo della politica insostenibile.
O meglio, ritiene insostenibile il costo di “questa” politica che paga i propri parlamentari quattro volte quello che fanno i tedeschi, che assume 110 autisti e manco uno ha uno straccio di patente, che segue il consigliere regionale fin dentro il loculo visto che gli viene pagato persino il funerale e che (questa è decisamente bella!) rifonde il parlamentare, dietro semplice autodichiarazione, per il cappotto, la sciarpa o la cravatta smarrita.
La verità è che nelle stanze dei bottoni si continua a discutere di cose che poco interessano a chi, come i cittadini ed i commercianti, fa il conto, ogni mattina, con le razzie notturne, col degrado imperante, con l’insicurezza palpabile.
Ha ragione il sindaco Zanonato a dire che il contrasto della criminalità non è di destra nè di sinistra, ma in troppi sembrano fare orecchie da mercante. Anzi, tutto l'impegno sembra rivolto, nell'ordine: ad aumentare il gettito per effetto dell'inasprimento degli studi di settore, ad inventarsi le "gogne fiscali" per dargli addosso al "commerciante ladro" e ad aumentare le tasse locali (addirittura del 58% l'aumento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico per gli ambulanti che operano nel comune di Este). E la sicurezza?
Mi si dice: ma a Napoli è peggio. Rispondo: ma a Barcellona è meglio e io voglio avere la Catalogna moderna ed avanzata come metro di paragone sperando che Napoli, magari, guardi poi a Padova come ad un modello da seguire.
Morale della favola: c'è un Paese reale che guarda con sospetto al Paese "legale". Che diffida della politica ma che pretende un “colpo di reni” anche da parte delle rappresentanze economiche (ed in questo senso credo sia sintomatica la relazione di Montezemolo agli industriali).
Il sindaco di Venezia, Cacciari, parla apertamente di "partito del Nord" per riuscire a farsi ascoltare in quel di Roma. Direi che è bene che anche le nostre confederazioni nazionali comincino a puntare i piedi. Lo scorso novembre una parte di Confcommercio non ci capì e non capì la posta in gioco. Per cui adesso è tempo di agire altrimenti il rischio è quello che qualcuno pensi di fare delle “confederazioni nordiste” del commercio, dell’industria e dell’artigianato. E’ un timore, non certo un auspicio!
Fernando Zilio
Presidente Ascom Padova
Articoli più recenti:
- Gay Pride, De Poli (Udc): "No a questa manifestazione in Veneto"
- La nuova sede di AN sarà in via Anelli
- Padova ricorda il primo omicidio firmato B.R.
- Prodi venerdì all'Università per conferenza sul servizio civile in Europa
- Fibrillazioni comunali e partecipazione
Articoli meno recenti:
- Zanon (An) presenta "Liberamente Veneto"
- Amministrative: nuovi sindaci a Cortina e Lamon, comuni in fuga dal veneto
- Belluno: prade (cdl) eletto sindaco con il 53% dei voti
- Verona: tosi (cdl) eletto sindaco con 60,7%
- Vicenza: provincia, lega con schneck sfiora il 60% di consensi









