Le parole a Pontida di Bossi non sembrano quelle dell’alleato inossidabile di Berlusconi su cui si è retto il governo PDL-Lega. E’ evidente ormai che il governo sta su in forza di stampelle ricattatorie tra Bossi e Berlusconi; certamente non in forza di una stima e di una condivisione di contenuti programmatici ma per puro calcolo, interesse, potere.
Berlusconi sarà costretto ad ingoiare la cavolata dei ministeri o meglio uffici di rappresentanza di alcuni ministeri al nord giusto per mettere una bandierina a favore di un federalismo che fa acqua dappertutto. Unico risultato distogliere soldi per battaglie ideologiche, quando i problemi del Paese sono lì irrisolti. Poi si invoca una riforma fiscale che è lì ferma da anni….chi si ricorda il famoso quoziente familiare che doveva dare ossigeno alle famiglie italiane?
Ma Bossi è costretto a tener su un Berlusconi ormai non più credibile, perché l’operazione bunga-bunga ha ormai irrimediabilmente compromesso l’autorevolezza di questo leader che è riuscito a sopravvivere a decine di processi ma che è precipitato sul piano personale; anche i più vicini ormai cominciano a pensare con preoccupazione che il soggetto non sia recuperabile perché non è capace a detta di molti di dominare i propri istinti. Infatti mentre 27 milioni di italiani si recavano alle urne per i referendum dando un segnale di vitalità e di cambiamento di eccellente valore, il premier come fosse fuori dalla storia se ne stava in compagnia a Villa Certosa, in un romantico isolamento.
Ma fino a che punto la Lega potrà coprire ciò che non è difendibile agli occhi del suo stesso elettorato che si è recato a votare in massa?
Come fa il ministro del federalismo Bossi a giustificarsi davanti a tutti i sindaci tra cui molti della Lega per i continui tagli che non permettono più ai bilanci comunali una quadratura per i servizi necessari ai cittadini? Se questo è il federalismo promesso dalla Lega!?
Questo “matrimonio” di puro interesse non può durare e probabilmente Berlusconi potrà collezionare a breve l’ennesimo abbandono.
Speriamo accada molto presto mentre i nostri vicini (Grecia) stanno cadendo nel possibile baratro del default finanziario e l’Italia è priva di una politica economica in grado di dare quella spinta che altri governi hanno con saggezza accompagnato (Germania).
Non vogliamo finire nel baratro come il nostro imperatore ormai decaduto.
Anche a livello comunale, provinciale e regionale la situazione è la medesima: PDL-Lega in rotta di collisione tra loro mentre il PDL all'interno ha in atto un fenomeno di libanizzazione con guerre e imboscate fratricide; nei prossimi consigli comunali ne vedremo delle belle.
Gianni Berno Capopgruppo PD
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