Arrivano all'Unwound gli autori di uno dei dischi più belli del 2008, "Censored Colors" finito tra le Top 5 degli scriba di Nerds Attack!: sono I PORTUGAL THE MAN, gli americani di Portland (ma originari dell'Alaska) che presentano il nuovo album, uscito a luglio, "THE SATANIC SATANIST": un viaggio in un passato dimenticato e avvolto nella nebbia, in una tradizione musicale lontana ma ancora forte, rievocata attraverso un sound altrettanto fumoso e sognante, ma sfacciatamente moderno, e spesso anche easy-listening.
Se c'è un gruppo che nel giro di quattro anni (2006-2009) è stato in grado di fare il giro del mondo del rock immortalandone - nella sua vecchia ma sempre utile polaroid - gli ambienti più irrequieti e fascinosi in uno stile splendidamente camaleontico, quelli sono e possono essere soltanto i Portugal The Man
The Satanic Satanist, anche alla luce dei tre precedenti album, è la testimonianza più lampante di un processo, da parte della band, di ritorno alle origini e di semplificazione dell'arte musicale sperimentale: il nuovo album di casa Portugal The Man si abbandona ad una tenue psichedelia pop-folk filtrata attraverso un mood classic rock (glam e soul principalmente) di pregevole fattura.
La costante presenza dell'organo di Ryan Neighbors è il primo indizio che svela la nuova e appassionante impostazione compositiva del complesso statunitense, proprio laddove la modernità linguistica dei Portugal The Man entra in simbiosi con i continui richiami ad una dimensione retrò dannatamente avvolgente, identificabile tanto negli slanci melodici quanto sotto un profilo strumentale mai così colorato e variopinto.
The Satanic Satanist è l'esempio di cosa voglia dire suonare musica anni '60 negli anni duemila, è la sincera testimonianza delle enormi qualità artistiche di un gruppo.
I Portugal. The Man, dopo aver pubblicato tre capolavori in altrettanti anni, pare non si siano voluti fermare e The Satanic Satanist, sebbene si muova lungo scenari stilistici piuttosto differenti, non è altro che il proseguimento di una proposta musicale eterogenea, ricercata e affascinante che - si spera - possa continuare a dare i suoi frutti per ancora molto tempo.
Ad aprire la serata le trame eleganti, emozionali degli Amor Fou coloro che hanno riqualificato, con linguaggio e tonalità attuali, il ventennio, sessanta-settanta, il migliore del cantautorato nostrano.
Amor Fou nasce a Milano nel 2005 dall'incontro fra Cesare Malfatti, Alessandro Raina, Leziero Rescigno e Luca Saporiti. Insieme decidono di dar vita ad un progetto nuovo nel panorama italiano, qualche cosa in grado di rendere omaggio contemporaneamente al grande cantautorato italiano di Tenco e Battisti e alle sonorità di bands seminali come Radiohead, Blonde Redhead e The Notwist.
Cesare Malfatti è fra i fondatori dei La Crus, già vincitori del Premio Tenco ed è parte del progetto di elettronica vintage The Dining Rooms.
Leziero Rescigno, multistrumentista, ha legato il suo nome a diversi progetti musicali, collaborando con Sye Medway Smith (Howie B, Bjork), Francesco Di Bella (24 Grana), Mara Redeghieri.
Alessandro Raina ha al suo attivo due dischi solisti (Colonia Paradi'es 2001 - Nema Fictione 2006 editi da Cane Andaluso) e ha collaborato come cantante con Giardini di Mirò e Noorda.
Luca Saporiti ha dato vita al progetto Lagash, dalla seminale BeyondRecords di MikeBarnett a Birmingham sino alla VideoArte dei Masbedo.
MAGGIORI INFORMAZIONI:
www.unwound.it, www.myspace.com/unwoundclub
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