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Multe jesolane?io speriamo che me la cavo

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MULTE JESOLANE?
IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO
di Federico Barbierato*

In Italia, ormai, fa notizia tutto quello che da altre parti e' la normalita', ovvero il rispetto (faticoso, for... (continua). >MULTE JESOLANE?
IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO
di Federico Barbierato*

In Italia, ormai, fa notizia tutto quello che da altre parti e' la normalita', ovvero il rispetto (faticoso, forse irraggiungibile) della legalita'.
Il ''caso Jesolo'' (turista austriaca multata post acquisto da venditore abusivo) con tutti i relativi commenti che in questi giorni si rincorrono, tradiscono una certezza: il rispetto delle regole non vale piu' la candela. Certo, molti diranno: ''Bella scoperta, e' sempre stato cosi, solo adesso te ne rendi conto?'', ma per chi e' ancora illuso di poter fare la propria parte, non vi e' dubbio che alcuni commenti sull'episodio scoraggerebbero anche i piu' tenaci assertori del puritanesimo americano.
Esemplifico: si va dal commento che potrei definire del ''benaltrismo'' (della serie: andate a vedere quali sono i reali problemi del nostro Paese invece di accanirvi contro i soliti anelli deboli della nostra societa', ossia i venditori abusivi), per passare poi ai facili distinguo (non si e' pubblicizzato abbastanza il divieto di vendere merce sul litorale), ai toni allarmistici (cosi facendo nessun austriaco arrivera' piu' in Italia), per finire coi commenti fatalisti (tanto una rondine non fa primavera, domani sara' tutto come prima).
Ebbene, confesso che da ''buon italiano'' capace di giustificare tutto ed il contrario di tutto, salvo che non si tocchino i miei personali ed inviolabili diritti (il famoso effetto nimby), rimango stordito da tanta voglia di evidenziare tutto fuorche' il lato piu' banale, se vogliamo, dell'episodio jesolano, e cioe' che nessuno (salvo qualche vigile ''eroe'' che poi viene puntualmente aggredito non solo verbalmente) abbia voglia di cominciare a fare la propria parte.
Se cosi non sara', finiremo per perdere non solo qualche turista austriaco, ma anche quel poco di reputazione che spero ci sia rimasta, visto che sembra che anche le risorse stiano inesorabilmente eclissandosi in attesa del federalismo.
Diro' di piu': alzi la mano chi, dopo aver soggiornato nella civile Austria o nell'altrettanto civile Germania, non e' tornato a casa con l'idea di gente rispettosa delle regole, pronta a sacrificarsi per il bene comune, dove il tasso di delinquenza e' ai minimi, dove ''non vedi per terra neanche una carta'' e con l'idea che non serve nemmeno preoccuparsi di essere sanzionati se si sporcano i giardini perche' di sporcarli non ti viene neanche la voglia perche' saresti subito multato e fatto oggetto di scherno, ma non da poliziotti ben piantati, ma dalla prima vecchietta che andresti ad incrociare.
Che dire: questione di ''modus vivendi'' che ognuno di noi dovrebbe avere bene in testa non solo quando va a riposarsi in Austria per qualche giorno, ma anche quando fa ritorno in Italia, dove, invece ed immancabilmente, se ne dimentica convinto di combattere una battaglia impossibile.
Illuminante, a questo proposito, lo sforzo della Merkel di cercare di rientrare dal debito pubblico con una serie di provvedimenti senza precedenti, caratterizzati dal rigore e dall'austerita'. Conosco l'obiezione: loro sono tedeschi, noi invece non potremmo mai pensare a nulla di simile. E ancora: loro sono austriaci, qui da noi c'e' un'altra realta' e altre condizioni sociali. Loro sono abituati a questo tipo di sacrifici, loro hanno nel dna queste regole di comportamento. Noi, per contro, siamo latini e pertanto piu' fantasiosi e creativi, non abbiamo sicuramente il paraocchi tedesco e via di questo passo.
Ma allora mi chiedo: che senso ha meravigliarsi che la regola da noi sia quella di cercare l'effetto sorpresa, la furbizia piu' utile al caso? Perche' non cominciare ad essere piu' virtuosi prima ancora che il federalismo ce lo imponga per legge?
La verita' e' che forse siamo troppo abituati a ricevere e ad interpretare testi normativi dove si obbliga ad un determinato comportamento, salvo poi cercare le piu' abili scorciatoie per crearci un'eccezione valida per il nostro interesse specifico.
D'altra parte, siamo o non siamo il Paese dove un libro, fra i piu' venduti in assoluto, ha per titolo ''Io speriamo che me la cavo''?

*Direttore Generale Ascom-Confcommercio Padova

10 giugno 2010


(Ufficio stampa Ascom Padova)




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