L'Istat ci consegna in modo formale ci che le imprese hanno vissuto sulla propria pelle. Il 2009 stato un anno di straordinaria durezza, forse il peggiore dal dopoguerra. Da qualche mese c' qualche segnale di miglioramento, sia pure discontinuo e a macchia di leopardo, ma non siamo anco... (continua).
L'Istat ci consegna in modo formale ci che le imprese hanno vissuto sulla propria pelle. Il 2009 stato un anno di straordinaria durezza, forse il peggiore dal dopoguerra. Da qualche mese c' qualche segnale di miglioramento, sia pure discontinuo e a macchia di leopardo, ma non siamo ancora alla svolta produttiva. Gli effetti sulla crisi, specie sull'occupazione, dureranno anche quest'anno e la risalita sara' ripida e insidiosa. Perci non dobbiamo abbassare la guardia. E' il commento di Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova, alla flessione della produzione industriale registrata dall'Istat in Italia per il 2009 (-17,4%).La crisi ha colpito duro anche il nostro tessuto produttivo - spiega Peghin -. Nei primi nove mesi abbiamo perso un quarto della produzione e bruciato 1.200 milioni di esportazioni, con i nostri maggiori mercati clienti in ritirata. La met piena del bicchiere che, di fronte a una crisi di queste dimensioni, il sistema ha retto, con il coltello tra i denti non si rassegnato, ha reagito. A settembre la flessione della produzione industriale rilevata dall'Istat era il -20,5%, vuol dire che la reazione c' stata, che la caduta libera si arrestata ed iniziata la risalita, che per sara' lenta e discontinua, non si spalmer omogeneamente su tutti.
Per il presidente di Confindustria Padova, le imprese stanno affrontando una svolta strutturale, continuando a investire, ricercando nuovi mercati, sviluppando prodotti innovativi. Ma a questo coraggio deve fare da sponda l'impegno di tutti, istituzioni, banche, politica industriale. Mi rivolgo al Governo, affinch in questo momento delicato faccia una scelta chiara e netta a favore delle imprese e del lavoro. Le risorse sono scarse, concentriamole. Va bene il rigore sui conti, ma mancano ancora iniezioni di risorse per ridare vitalita' al sistema produttivo. Penso a incentivi a tutti i settori, sgravi agli investimenti e bonus per le aggregazioni da inserire nei provvedimenti allo studio del Governo. Sono misure necessarie se vogliamo riaccendere il motore. Anche gli Enti locali, aggiunge Peghin, possono fare molto. Per esempio, congelare per un anno le aliquote di Tia e altri tributi locali per non aggravare bilanci gi compromessi e condividere con le imprese lo sforzo di uscire dalla crisi e preservare il lavoro. Comprendiamo le difficolt, ma sarebbe importante che Palazzo Moroni e gli altri Comuni cogliessero questo appello.
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(Ufficio stampa Confindustria Padova)
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