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Crediti Iva: Confindustria PD, le imprese bocciano la stretta. Peghin, vessatorio imporre un visto a pagamento. Moratoria di un an

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Confindustria padovaLa stretta sui crediti Iva in vigore dal 1 gennaio introduce alcune restrizioni all'utilizzo in compensazione dei crediti superiori ai 10 mila euro e, per quelli sopra i 15 mila prevede l'obbligo di un visto di conformita' nella dichiarazione annuale rilasciato da un professionista. Il n... (continua). Confindustria PadovaLa stretta sui crediti Iva in vigore dal 1 gennaio introduce alcune restrizioni all'utilizzo in compensazione dei crediti superiori ai 10 mila euro e, per quelli sopra i 15 mila prevede l'obbligo di un visto di conformita' nella dichiarazione annuale rilasciato da un professionista. Il nuovo regime rifila alle imprese costi aggiuntivi, dovendosi rivolgere a commercialisti o consulenti del lavoro, oneri burocratici e tempiu' piu' lunghi per passare all'incasso di crediti legittimamente vantati nei confronti dell'Erario.
A lanciare l'allarme per l'ennesimo laccio e impedimento inflitto al sistema produttivo, il presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin nei giorni in cui le imprese stanno facendo i conti con le nuove regole introdotte dal Dl 78 di luglio 2009 in vigore da inizio anno.
Per ogni piccola e media azienda padovana i crediti Iva nella dichiarazione annuale vanno in media dai 50 mila ai 200 mila euro, con punte di 2 milioni, che ora potranno essere compensati solo dopo aver ottenuto il visto di conformita' di un professionista abilitato.
Il nuovo regime colpisce soprattutto le imprese esportatrici, quelle che hanno investito in macchinari per tentare l'aggancio alla ripresa e quelle piu' piccole, con poca dimestichezza con le procedure amministrative. Le nuove regole colpiranno l'85% degli importi in gioco: in Veneto circa 1,5 miliardi degli oltre 1,8 riconosciuti dall'amministrazione finanziaria.
Se l'obiettivo di rendere piu' rigoroso il sistema e di togliere spazio a evasione e frodi fiscali pienamente condivisibile - dichiara Francesco Peghin - convince assai meno la riproposizione di una logica indiscriminatamente punitiva verso tutte le imprese, che infligge costi e oneri aggiuntivi a un sistema che cerca a fatica di rialzarsi dalla crisi e che avrebbe bisogno di iniezioni di liquidit, non di vedersi negare o ritardare crediti legittimamente vantati. Da qui le proposte che il presidente di Confindustria Padova rivolge al Governo. Moratoria di un anno per l'apposizione del visto di conformita' per i crediti sopra i 15 mila euro, facendo slittare l'obbligo a gennaio 2011, e innalzamento da 15 mila a 100 mila euro della somma oltre la quale il visto obbligatorio.
Intanto, per dare una risposta immediata alle difficolt operative delle imprese, Confindustria Padova ha varato dal 1 gennaio un nuovo servizio a tariffa agevolata per il rilascio del visto di conformit, in convenzione con il Centro assistenza fiscale interregionale dipendenti (CAF).
Questa ennesima complicazione fiscale - aggiunge Peghin - rischia di aggravare la fragilita' di un sistema gi stressato. Dal Governo ci saremmo aspettati una semplificazione anzich ulteriori e costosi adempimenti. L'utilizzo dei crediti Iva legittimamente vantati un diritto, legarlo all'obbligo di un visto a pagamento sa di vessatorio. Oltre alla moratoria di un anno e all'aumento della soglia oltre cui scatta l'obbligo, Peghin chiede di confermare l'annunciato innalzamento del tetto annuo per tutti i crediti d'imposta compensabili. Al Governo, che potrebbe intervenire subito con decreto, chiediamo che tale limite, da anni fermo a 516 mila euro, venga portato almeno a un milione. Un provvedimento promesso e mai tradotto in fatti. Sarebbe un segnale di vera attenzione verso le imprese, che continuano a credere nella risalita ma non possono essere lasciate sole.

IL NUOVO REGIME DELLE COMPENSAZIONI IVA. Ma cosa prevede la nuova normativa in vigore dal 1 gennaio 2010? L'azienda che vanta crediti Iva superiori a 15 mila euro non puo' piu' compensarli tout court con altre imposte o contributi previdenziali il 16 gennaio, ma deve munirsi di dichiarazione Iva e di un visto di conformita' rilasciato da un professionista abilitato la cui consulenza puo' costare alcune migliaia di euro. Ma non tutto. Anche l'azienda che vanta crediti Iva annuali che superano i 10mila euro obbligata a anticipare la dichiarazione Iva e potr compensarli solo a partire dal 16 marzo, quindi due mesi dopo. A soffrire in misura maggiore saranno le aziende esportatrici (perch vendono beni senza assoggettarli a Iva, ma a monte effettuano acquisti dai fornitori pagandola), quelle che hanno realizzato investimenti in macchinari e attrezzature, puntando su ricerca e innovazione per uscire dalla crisi, e le piu' piccole con poca dimestichezza con le procedure amministrative e di compensazione.

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(Ufficio stampa Confindustria Padova)




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