Le morti sul lavoro non sono una fatalita': lo ha sostenuto il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi.
Le morti sul lavoro non sono una fatalita': lo ha sostenuto il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, intervenendo ieri a Camposampiero alla manifestazione indetta da Cgil Cisl e Uil per la morte dei due operai rumeni deceduti il 12 marzo scorso in seguito all'esplosione di un altoforno nelle fonderie Anselmi. Il corteo, composto da migliaia di persone, è partito dalle fonderie e ha raggiunto il municipio di Camposampiero, dove si sono susseguiti gli interventi sul tema della sicurezza sul lavoro. ''La precarieta' - ha detto Cremaschi - e' uno degli elementi principali che determina gli infortuni sul lavoro, assieme alla competitivita' delle imprese che devono sempre piu' gareggiare a livello mondiale, determinando l'aumento dei carichi e degli orari di lavoro''.
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