22.000 veicoli al giorno sulla nuova camionabile prevista lungo l'idrovia. Il 12-15% saranno camion provenienti dall'est europeo, spesso fuori norma sia per le emissioni inquinanti. Inoltre viene aumentato il rischio idraulico del territorio. Vi è però un vizio procedurale che rimette in gioco i sindaci, che potranno dare parere negativo sull'opera. Quale sarà la scelta del sindaco di Padova?
Mi auguro che gli spunti e le deduzioni che sto per scrivere a proposito del progetto "camionabile" lungo l'idrovia non fossero già note ai sostenitori padovani della famigerata autostrada a pedaggio. Diversamente, il confronto tra le parti sarebbe stato basato su elementi di giudizio decisamente fuorvianti per i cittadini.
Pare ad esempio che il pedaggio sulla camionale sarà inferiore del 40% rispetto allo stesso tragitto sulla A4. Questo "sconto" costituirà un poderoso attrattore di traffico sulla nuova arteria, che sarà intasata in breve tempo. Eppure nessuno ha mai spiegato ai cittadini della Riviera del Brenta e ai padovani i vantaggi (ovvero i danni) che ne ricaverebbero.
A leggere il project financing della nuova arteria, pare che i veicoli previsti saranno 22.000 al giorno. Se la SS11 (la strada che corre lungo il Brenta) conta oggi 12.000 passaggi/giorno, in prevalenza traffico privato, come possono far credere ai cittadini che la loro camionabile andrà ad alleggerire la S11, il cui traffico pesante al momento è solo il 4% del totale?
E' bene che si sappia che nel "project" il 12-15% di quei 22.000 veicoli saranno camion. Probabilmente automezzi pesanti provenienti dall'est europeo, con emissioni inquinanti fuori norma, ed i cui autisti non sono tenuti a rispettare i nostri limiti di sicurezza sulle ore di guida. Sarebbe davvero diabolico se la Regione Veneto costruisse nuove autostrade che favoriscono le imprese di trasporto di altri paesi aumentando i fattori di rischio a scapito della sicurezza.
Ne conseguirebbe un sicuro aumento della spesa per nuovi ricoveri e degenze per le patologie legate all'inevitabile incremento di polveri sottili e degli altri gas nocivi. Ma di questo il project financing non è tenuto a tenerne conto !!
Un nuovo torrente di auto e camion si innesterà sul già intasato corso Argentina tra il casello di Padova Est e la Piovese. In pratica il traffico raddoppierà. La paralisi generale che ne conseguirebbe fu prevista già l'anno scorso dall'assessore Ivo Rossi, il quale dichiarò che sarebbe stato necessario costruire una nuova bretella per alleggerire corso Argentina. Non oso immaginare cosa accadrà quando faranno anche la Bovolentana che arriva anch'essa nella stessa zona !!
Per la costruzione del Grande Raccordo Anulare di Padova e della camionabile verranno tolti all'attuale uso agricolo ed al completamento dell'idrovia Padova-Mare 2.700.000 mq.In questo modo altra acqua piovana non potrà essere assorbita dal terreno e si concentrerà in grandi quantità sui canali attuali, acquistando velocità in brevissimo tempo.(20 volte maggiore)
Il progetto della "camionabile", per chi avesse la curiosità di leggerselo, non si pone affatto il dubbio che possa esistere un serio rischio idraulico. Al contrario l'idrovia, ridotta a scolo, potrà portare, a termini di progetto, solo 250 mc/sec, mentre ne occorrerebbero 350-400 soltanto per affrontare un'alluvione paragonabile a quella del 1966. E da allora l'urbanizzazione del territorio è notevolmente aumentata.
Parlando poi del procedimento per realizzare l'opera, chi, a Padova come a Venezia, vuole la camionabile ha sempre saputo che potrà imporla solo ricorrendo alla cogenza della Legge Obiettivo. Una scelta politica che solo il CIPE a Roma può consentire.Grazie però al lavoro costante dei Comitati che operano nei Comuni interessati, quella strada finora non risulta sia stata inserita in tale legge.Dal momento che l'ass. reg. ai Trasporti R. Chisso e il suo staff hanno arbitrariamente applicato al progetto "camionabile" una procedura amministrativa speciale, presupponendo che la strada fosse in Legge Obiettivo, ora la palla torna ai Sindaci. Spetta ai loro Consigli Comunali approvarlo o respingerlo.Quelli dei Comuni minori hanno già ribadito, in una loro lettera del giugno scorso, che la Regione non può, per legge, scavalcarli.
Restiamo in attesa di sapere cosa intenda fare il sindaco di Padova, il quale ha sempre sostenuto che il tema non era di sua competenza.Se si lascia scavalcare da Chisso, non potrà far finta di nulla il giorno in cui un allagamento o disastro alluvionale colpisse Padova e dintorni.Gli altri Sindaci hanno già segnalato il pericolo idraulico per i loro territori.
Se invece prenderà atto che il problema lo riguarda, dovrebbe adeguare il PAT in via di approvazione e farsi parte diligente per un'analoga modifica del PATI, come del resto i gruppi presenti in Agenda 21 hanno più volte ribadito nei documenti inviati alla precedente Giunta.
Mi auguro che la nuova amministrazione sappia fare la scelta giusta.
Carlo Crotti Presidente Ass. Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano
(Tratto da Ecopolis, newsletter socio-ambientale di Legambiente Padova)
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