Da questa mattina, e per una intera settimana, molte case del quartiere Portello saranno esposte all'ordine di sgombero. Per contrastare ogni tentativi di sfratto, la neonata Asc, Agenzia sociale per la casa, ha dato appuntamento a tutti i cittadini alle sette in punto.
Le case sotto sgombero sono abitate da precari, disoccupati, singles, giovani coppie e famiglie con bambini anche piccoli, occupate durante gli anni '90. "Queste case erano abbandonate - dice Francesca Zanotto, dell'Asc - alcune erano fatiscenti e addirittura, dopo l'occupazione, nessuno, né Ater né comune se ne assumeva la ‘proprietà'".
Ora però il quadrilatero del Portello, è al centro di interessi non indifferenti. L'Ater ha presentato un progetto di ‘riqualificazione' che prevede la costruzione di un contestatissimo autosilos interrato.
L'assessore alla casa, Daniela Ruffini, ha respinto le critiche che le sono state mosse dagli abitanti del Portello. Al Mattino di Padova ha infatti dichiarato che "la volontà dell'amministrazione di risolvere la situazione c'è sempre stata e sempre ci sarà. Visto che sento parlare di sgomberi imminenti vorrei precisare che il comune, in questo, non c'entra niente. Stiamo parlando di case di proprietà dell'Ater, occupate dal 1996, in cui noi siamo intervenuti solo per cercare una soluzione".
L'Asc chiede politiche abitative innovative, coraggiose e adeguate alla realtà dei giorni nostri. "Metterle in campo - sostiene Francesca Zanotto - è possibile, come dimostra l'esperienza della città di Venezia, dove l'amministrazione e l'Ater, insieme all'Agenzia Sociale per la Casa (Asc) si sono accordati per iniziative che guardano ad una realtà sociale cittadina profondamente modificata ed a una composizione sociale nuova: si parla di accesso al credito agevolato con garanzia del comune stesso, di possibilità di acquisto di case da parte di cooperative sociali, di progetti di auto-recupero degli alloggi che permettono tra le altre cose di preservare il patrimonio pubblico lì dove l'Ater o gli enti gestori, non fossero in grado di intervenire". Perché quello che viene contestato alle politiche abitative della giunta padovana è che non "ci troviamo di fronte semplicemente situazioni marginali o ‘casi sociali', disperati senza tetto. Oggi chi ha occupato una casa sfitta e abbandonata, chi è escluso dalla possibilità di accedere ad un alloggio, è nella maggior parte dei casi un semplice precario, uno studente-lavoratore, sono coppie di intermittenti del lavoro a progetto o di famiglie con più redditi ma comunque insufficienti a far breccia nel mercato privato, per non parlare dell'accesso al credito. E' con questa realtà che le politiche abitative di una città devono fare i conti".
Vedi qui il video girato dalla ASC (tratto da www.youreporter.it):
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