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2 giugno, Festa della Repubblica

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Una Festa della Repubblica diversa dalle solite, una cerimonia dai toni sobri in ricordo delle vittime del terremoto che in questi gioni ha sconvolto l'Emilia Romagna. Presenti in piazza dei Signori a Padova le massime autorità civili e militari per ricordare comunque i 66 anni trascorsi da quel 2 giugno 1946 in cui ebbe luogo il grande referendum popolare, con il quale l'Italia scelse di diventare una Repubblica.
La presidente della Provincia di Padova Barbara Degani ha rivolto un pensiero ai cittadini e alle autorità presenti per ricordare il significato della cerimonia: "Oggi ci troviamo a celebrare i 66 anni della Festa della Repubblica in un momento particolarmente triste e impegnativo per il nostro Paese. Il terremoto cha ha scosso la vicina Emilia Romagna, ha toccato tutti noi nel profondo, e non solo per la vicinanza geografica dei nostri territori. A quelle popolazioni, cui ci sentiamo particolarmente vicini, vorremmo quindi dedicare questo 2 giugno, alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e anche “a momenti di scoramento che devono essere superati”, come ha dichiarato in questi giorni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo credo debba essere il senso della Festa della Repubblica di oggi, in cui dobbiamo celebrare i più alti valori del nostro Paese, non solo simbolicamente, ma nel concreto. La scelta referendaria del 2 giugno 1946, allo stesso tempo matura e lungimirante, rese possibile la nascita della Repubblica e la ricostruzione del nostro Paese: oggi ci troviamo di fronte a una sfida in cui la ricostruzione, come allora, è reale e non soltanto simbolica. Perché mentre questa piazza celebra la nascita della nostra Repubblica, mentre lunedì ci uniremo al lutto di tutto lo Stato, assieme alle Istituzioni e a tutti i cittadini, gli uomini della nostra Protezione civile, i nostri volontari stanno già lavorando da giorni tra le tende nei luoghi terremotati rendendo tangibili quegli stessi valori. Il loro lavoro, il sostegno della nostra comunità, ma anche i piccoli gesti di solidarietà di ciascun cittadino dimostrano come il nostro sia un Paese unito e con un gran cuore, un Paese in grado di compattarsi nelle difficoltà per offrire il proprio sostegno con infinita generosità.La Repubblica italiana nacque e si rafforzò in un processo in cui tutte le parti politiche, sociali e civili ebbero un ruolo ben definito e un obiettivo comune: lo spirito di allora fu quello di valorizzare l’impegno di tutti affinché si mettessero al servizio di ideali nuovi, puntando alla rinascita e al riscatto.Oggi il popolo italiano si trova ad affrontare una rinnovata sfida, quella di comprendere cosa significhi far parte di un Paese unito in un momento economicamente difficile, e che si pone gravi interrogativi sul futuro.L’Italia è chiamata di nuovo a ripartire, nel panorama più ampio dell’Unione Europea, dovendo affrontare le problematiche del rilancio del sistema economico, dell’efficienza delle amministrazioni, del consolidamento della cultura e della legalità. E per farlo ha bisogno, come allora, di tutte le forze positive che vengono dalla società civile, sociale ed economica. Occorre cioè liberare tutte le energie presenti nel Paese, facendo in modo che lo Stato sappia esaltarle e non soffocarle.Questa è una nuova, importante occasione per riflettere sul’opportunità di appartenere ad una comunità nazionale nata grazie al sacrificio, all’impegno, all’intelligenza e alla passione di tante persone venute prima di noi. Un’eredità preziosa che siamo chiamati non solo a difendere, ma a far crescere basandoci sugli stessi principi e i medesimi valori scritti nella nostra Costituzione, unanimemente riconosciuta come una delle migliori del mondo.

Viva l’Italia, viva la Repubblica".

Padova, 2 giugno 2012

(comunicato della Provincia di Padova)

2 giugno, Festa della Repubblica



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