L'allenatore della Juventus, alla vigilia della gara contro la Roma, a proposito del suo presunto coinvolgimento nell'inchiesta: ''Tutto questo non fa altro che triplicare la nostra forza''
Torino, 21 apr. ''Io non sono stato chiamato da nessuno, nel momento in cui saro' chiamato, avro' il piacere di vedere queste persone e di rispondere''. Antonio Conte, allenatore della Juventus, prende la parola alla vigilia della gara contro la Roma e si esprime cosi' sul suo presunto coinvolgimento nell'inchiesta sulle scommesse. Il nome di Conte sarebbe stato fatto dal calciatore Filippo Carobbio: secondo il giocatore, come hanno riportato alcuni quotidiani, l'attuale tecnico bianconero sarebbe stato a conoscenza di una presunta combine nella scorsa stagione, quando era alla guida del Siena.
''Ho letto i giornali oggi. Ho poco da dire, nel senso che ho letto, c'e' un'indagine, sono molto sereno e fiducioso nelle istituzioni perche' devono fare il loro lavoro'', dice Conte. ''Io non sono stato chiamato da nessuno, nel momento in cui saro' chiamato, avro' il piacere di vedere queste persone e di rispondere. Passiamo a Juve-Roma che e' la cosa piu' importante''.
A chi parla di tentativi di destabilizzare l'ambiente bianconero, Conte replica: ''Non fanno altro che aumentare la nostra voglia e ferocia. L'ho gia' detto, solo una settimana fa abbiamo affrontato gli stessi argomenti''. ''Tutto questo non fa altro che triplicare la nostra forza, la nostra cattiveria, la nostra voglia, di fare qualcosa di straordinario'', dice facendo riferimento agli eventuali effetti sulle prestazioni della squadra.
''Se qualcuno pensa di destabilizzarci in questo momento trova duro. Queste situazioni - ribadisce - aumentano la cattiveria agonistica, alzano ancora di piu' la voglia, la determinazione. Ci sta che dall'esterno arrivi di tutto e di piu', ma gia' l'avevo detto tempo fa''. La Juventus, a 6 giornate dalla fine del campionato, guida la classifica con un punto di vantaggio sul Milan.
''E' il momento di dare tutto, arrivare a 6 giornate dalla fine con la possibilita' di coronare un sogno e' una cosa magnifica. Abbiamo l'obbligo di vincere sempre, non si possono commettere passi falsi. Dobbiamo vincere per forza? Quando sei alla Juve, al Milan o all'Inter e' un dovere che hai ogni domenica, in ogni partita. Certo, con due squadre molto vicine in classifica sara' importante non commettere passi falsi'', ripete pensando alla volata tricolore.
Nella gara di domani, la Vecchia Signora rischia di dover rinunciare a Fabio Quagliarella. ''Bisogna valutare bene la situazione, ha avuto un problema all'adduttore. Non sono sicuro che domani Quagliarella possa scendere in campo - dice -. ''Sappiamo di affrontare una squadra in condizione. La Roma puo' far male a chiunque. Noi, pero', siamo pronti a scendere in campo e siamo consapevoli delle nostre possibilita'''.
La squadra guidata da Luis Enrique ha avuto un rendimento altalenante. ''Non credo comunque che Luis Enrique abbia rischiato l'esonero, perche' c'e' sempre stato l'appoggio della societa'. Questo e' merito suo, perche' ha portato il suo modo di vedere il calcio, sposato dalla societa', dai giocatori e dall'ambiente. Ho grande stima e rispetto nei suoi confronti. La Roma ha iniziato un percorso come noi, che pero' siamo andati piu' spediti'', dice elogiando il lavoro dell'allenatore spagnolo.
Il messaggio finale allo spogliatoio bianconero e' chiaro: ''Diamo tutto fino alla fine e se questo ci portera' a vincere il campionato, saremo ancora piu' contenti. Altrimenti, andranno comunque fatti i complimenti a questi ragazzi, per quanto fatto''.
(Adnkronos)
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