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Il 'Legionario' Sakara fa brillare l'Italia nell'Ultimate Fighting Championship

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Alessio Sakara Con altri fighters e diventato un personaggio di South Park
L'atleta romano, 30 anni, e' l'ambasciatore italiano nell'UFC, la piu' importante organizzazione mondiale di arti marziali miste (MMA). ''Questa disciplina diventa uno stile di vita: e' complessa e obbliga l'atleta a migliorarsi costantemente'', racconta all'Adnkronos. Sabato, a Stoccolma, affrontera' lo statunitense Brian Stann

Roma, 9 apr. Dall'octagon ai cartoni animati, dal ring dell'Ultimate Fighting Championship al 'cameo' in South Park. Alessio Sakara, 30 anni, e' l'ambasciatore italiano nell'UFC, la piu' importante organizzazione mondiale di arti marziali miste (MMA).

L'atleta romano e' il volto 'tricolore' di un circuito in continua espansione e sabato, a Stoccolma, affrontera' lo statunitense Brian Stann. Un'altra tappa fondamentale per il peso medio che sul ring si presenta come 'Legionarius'. ''Vengo dalla boxe, nel 1999 ho scoperto l'UFC guardando una videocassetta'', racconta Sakara all'Adnkronos. ''In Italia nessuno era in grado di insegnare la disciplina nel modo corretto. Quindi sono partito per il Brasile'', dice ripensando ai primi passi mossi verso l'ottagono, il ring che 'ospita' l'Ultimate Fighting Championship. ''Non ho mai avuto esitazioni e, d'altra parte, non ho fatto nemmeno un salto del buio. Prima di tuffarmi in un'avventura mi informo, mi documento. La boxe, per capirci, fa piu' vittime'', dice rispondendo alla domanda piu' scontata: cosa dice a chi si ferma al lato 'violento' dell'UFC? ''Questa disciplina diventa uno stile di vita: e' complessa, comprende diverse arti marziali e obbliga l'atleta a migliorarsi costantemente. Nessuno puo' sentirsi 'arrivato', perche' c'e' sempre qualcosa da perfezionare'', spiega.

Per inseguire il proprio sogno, Sakara non ha esitato a fare i bagagli da giovanissimo: ''Non sono mai stato un 'mammone', ho deciso di fare il massimo per realizzarmi. Non so se sono un'eccezione o se posso definirmi un esempio. Quando si parla dei giovani italiani, spesso si usano etichette sbagliate. Si parla di pigrizia, di mancanza di ambizioni. Ma spesso non e' nemmeno colpa dei ragazzi: se provano a fare qualcosa, non e' detto che debbano riuscire per forza''. ''Non si puo' pensare che la sconfitta sia un fallimento: se si ragiona cosi', diventa difficile provare a fare qualcosa. Se io avessi ragionato in questo modo, sarei rimasto a Pomezia'', aggiunge. Il legame con l'Italia, e in particolare con Roma, e' fortissimo: ''Da tanti anni sono all'estero, mi alleno per lunghi periodi a Miami. Piu' sto lontano dal mio paese e piu' sento che il legame diventa forte. Mi piace pensare che, nel mio piccolo, riesco a dare un contributo: sono partito da casa a e sono arrivato al top''. Missione compiuta, come dimostra anche l'attenzione che gli ha riservato uno dei cartoon di maggiore successo della tv a stelle e strisce: Sakara, con altri 'fighters', e' diventato un personaggio di South Park. ''Quando me l'hanno detto qualche giorno fa - dice sorridendo - non riuscivo a crederci. Mi piace l'idea che i bambini possano vedermi in un programma del genere''.

Sakara ha due figli: ''Hanno gia' i guantini'', dice con orgoglio. ''E, se vorranno, un giorno combatteranno''. Per adesso, l'unico in famiglia ad entrare nell'octagon e' lui. La sfida con Stann si avvicina: ''Tutti gli incontri sono importanti, ma in questo caso io ho due stimoli in piu'. Vengo da un infortunio grave e affronto uno dei piu' forti della mia categoria. Del resto, per arrivare al top non posso certo scegliermi un percorso in discesa'', dice. Da oltre 2 mesi, le giornate sono scandite da un programma massacrante: ''Mi sveglio e comincio con un'ora di lavoro aerobico. Poi, dopo colazione, si va in palestra per 1h30' di allenamento intenso. Ogni giorno mi dedico ad un'arte marziale diversa. Poi, dopo pranzo, di nuovo in palestra. In totale, sono circa 4 ore di allenamento quotidiano. Il momento piu' bello e' il ritorno a casa: finalmente dormo'', dice mostrando l'unica 'debolezza'. Sakara indossa anche i panni di insegnante. Ha creato la Legionarius League per favorire la diffusione delle arti marziali miste e per plasmare, chissa', il prossimo 'fighter' italiano. ''Sono convinto che l'UFC arrivera' anche in Italia. Il movimento ha tutte le qualita' e le caratteristiche riuscirci, e' forte a prescindere dai nomi degli atleti'', dice. ''E prima o poi - conclude - meriterebbe anche di trovare spazio alle Olimpiadi. Chissa', magari i miei figli combatteranno per una medaglia...''.


(Adnkronos) Il 'Legionario' Sakara fa brillare l'Italia nell'Ultimate Fighting Championship




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