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Per il 'cuore stanco' respirazione a tempo di musica

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L'Istituto auxologico italiano di Milano Bicocca: ''Inspirare piano e profondamente utile contro scompenso'' .

Milano, 5 set. - Respirare a tempo di musica, lentamente e in profondita', allevia i sintomi dello scompenso cardiaco: la prima causa di ospedalizzazione tra gli italiani over 65, che colpisce circa 600 mila connazionali con 200 mila ricoveri all'anno. L'ultima ricetta contro la malattia del 'cuore stanco' e' italiana, frutto degli studi del gruppo di Gianfranco Parati dell'Istituto auxologico italiano-universita' di Milano Bicocca. "Respirare in questo modo 15 minuti due volte al giorno, per un periodo di tre mesi - spiega l'esperto oggi nel capoluogo lombardo, durante la presentazione del progetto 'Highcare' che portera' i medici dell'Irccs meneghino sull'Everest per indagare gli effetti della carenza di ossigeno sull'organismo umano - rappresenta una nuova forma di riabilitazione anti-scompenso".

{mosimage}In sintesi, il segreto e' allenare i malati a compiere un solo respiro ogni 10 secondi. "Per farlo si puo' utilizzare un comune metronomo da musicista - precisa Parati - oppure uno strumento 'made in Israele' gia' disponibile in commercio: una sorta di mini-computer portatile che trasmette musica attraverso semplici cuffiette".

{mosimage}Il dispositivo e' collegato a una banda toracica, che permette al computer di adattare il ritmo della musica a quello del respiro lento prodotto dal paziente. Inspirando a tempo di musica, quindi, il malato riesce a sincronizzare meglio la propria respirazione sulla frequenza 'terapeutica': appunto un respiro ogni 10 secondi. "Benche' anziani, i pazienti non hanno avuto alcuna difficolta' nell'impiego di questo strumento", assicura Parati. E al termine del periodo di osservazione, "la capacita' di compiere esercizio fisico e' aumentata, la pressione polmonare si e' ridotta e la qualita' della vita e' migliorata in modo significativo.

{mosimage}Respirando piano e in profondita', infatti, i polmoni si dilatano e si puo' sfruttare al meglio tutta la superficie dell'albero respiratorio". La nuova tecnica di riabilitazione - oggetto di numerose ricerche targate Auxologico, nonche' di uno studio in fase di pubblicazione - e' stata illustrata anche al Congresso 2008 della Societa' europea di cardiologia (Esc) che si e' concluso da poco a Monaco di Baviera.

(Adnkronos)


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